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Barazzo

Archivio - Categoria ‘Bullshit’

Buone vacanze da Maps!

Maps si prende un po’ di pausa, ma solo per dire: ogni pomeriggio, infatti, da oggi al 1 gennaio, potrete riascoltare live, interviste e altre cose accadute in questi anni di trasmissione. Vi terremo compagnia quindi dal lunedì al venerdì dalle 1535 alle 17, come sempre, per poi tornare in onda il due gennaio.

Anche il sito non si ferma: nella prossima settimana pubblicheremo infatti alcune liste di fine anno compilate anche da chi ha contribuito a creare la trasmissione in questi anni. Intanto spulciate i cinque dischi dell’anno scelti da ognuno dei redattori musicali di Radio Città del Capo.

Insomma, ci riposiamo ma non vi lasciamo in pace neanche durante le feste!

Francesco | 09:00 | Friday 21 December 2012 | Comments Off
Bullshit

Le hit dell’estate…

Prima di fuggire verso una qualsiasi spiaggia, volevamo segnalarvi un po’ di compilation carine che potete mettere nel vostro lettore preferito per accompagnare viaggi, gite, scampagnate: ovviamente si presuppone che abbiate già scaricato molteplici volte il live@Maps Vol. 4!!!

Ecco un po’ di idee veloci veloci:
- l’immancabile nastrone di Polaroid blog per l’estate 2011, una selezione che va dai Real Estate ai nostri italiani Karibean;
- il sampler dell’Italian Party, festival organizzato dall’etichetta To Lose La Track e compilata dal blog IndiePaticiGazebo Penguins, My Bubba & Mi e tanti altri in versione live;
- la compila di Altered Zones per essere aggiornatissimi su qualsiasi scatto in avanti del mondo underground;
- grazie a Fact magazine, ecco un mixtape compilato dagli Horrors dove Tame Impala, Beatles, Stereolab e Primal Scream vanno a braccetto;
- SPIN in cambio di una mail vi regala un brano per tutti gli artisti che partecipano al Lollapalooza 2011.

Con questo e tutto, ci risentiamo tra 3 settimane con un carico di session e novità. Ciao amici, buone vacanze!

Jonathan | 08:35 | Friday 5 August 2011 | Comments Off
Bullshit, Miscellanea

Badly Drawn Boy, Less tv e Wired…

Che trio… con grande orgoglio vediamo un pezzo della session di Badly Drawn Boy questa mattina su wired.it .

Pietro racconta l’esperienza di Less tv nata proprio qui a Maps. Per il resto della session dovrete aspettare la fine dell’estate. Sarà bella!

Jonathan | 16:00 | Monday 1 August 2011 | Comments Off
Bullshit, Live, Video

L’ultima puntata della quarta stagione!

Amiche e amici di Maps, ci siamo. Quella di oggi pomeriggio è l’ultima puntata della stagione, ma il blog continua ad andare avanti ancora per un po’.

Ovviamente ci sono tantissimi ringraziamenti da fare: innanzitutto a chi è stato al nostro fianco in conduzione, Federico, Laura, Titti e Eleonora. Poi grazie a Pietro, che ha immortalato le session live del nostro programma. Un grazie a tutte le lavoratrici, i lavoratori, le volontarie e i volontari della radio. Un grazie a tutti gli operatori nel campo musicale e culturale che ci hanno permesso di intervistare decine e decine di artisti anche quest’anno e di farne suonare una cinquantina nei nostri studi. Grazie ai blog, alle fanzine, ai siti, alle riviste e alle altre trasmissioni che ci hanno supportato.

E grazie a voi, affezionatissimi ascoltatori e ascoltatrici, ancora una volta, ma non è mai abbastanza. Qui posteremo ancora qualcosa, le session che rimangono da questa stagione vedranno la luce a settembre e noi torniamo in onda… un po’ più in là. Buone vacanze!

Francesco | 08:00 | Friday 29 July 2011 | Comments Off
Bullshit

The art of looping…

Tre artisti, Tune-Yards, Owen Pallett e Dirty Beaches che in maniera diversa hanno fatto loro l’arte del sampling e dei loop. Evvai!

Jonathan | 09:59 | Friday 20 May 2011 | Comments Off
Bullshit, News, Video

Nobody knows…

Nessuno può immaginare quante difficoltà io abbia incontrato / Nessuno sa quanta sofferenza”. Questa la traduzione forse un po’ libera del ritornello di un celebre spiritual, Nobody Knows The Trouble I’ve Seen. O, per lo meno, di una delle sue versioni, perché in alcuni casi la seconda frase diventa “Nessuno lo sa tranne Gesù”.

Probabilmente, l’interpretazione più celebre in assoluto è quella di Louis Armstrong; è doveroso però citare anche quella del pastore T.L Barrett e del suo Youth For Christ Choir, contenuta in quella meraviglia intitolata Like A Ship… (Without A Sail) (1971) di recente ristampata dalla benemerita Light In The Attic:

Qualcuno, poi, lo ricorderà in quanto punto di partenza di un brano dei Death In Vegas, Aladdin’s Story (da The Contino Sessions, 1999):

Tuttavia, dovessimo indicare la nostra preferita tra le mille riletture fattene nel corso dei decenni, non potremmo che scegliere questa, tratta dalla dodicesima puntata della quarta serie di The Big Bang Theory, “The Bus Pants Utilization”.

Aurelio | 08:00 | Thursday 28 April 2011 | Comments Off
Bullshit, Video

Less tv & SentireAscoltare present: an interview with… Mark Stewart – The Pop Group

Una coproduzione Maps, Less tv e SentireAscoltare.

E’ passato un po’ di tempo da quando io e Fra abbiamo avuto l’onere o l’onore, dipende molto da quanto riuscite ad intravvedere dalla video-intervista, nell’avere a che fare con “sir” Mark Stewart, frontman prima di The Pop Group, poi del suo attuale gruppo, i Maffia, e tornato nel vecchio abito da cerimonia per celebrare i fasti che furono, chiaramente sul palco: quello del Locomotiv Club.

Bruce Springsteen, Slits, Autonomia, LCD Soundsystem, Lee Perry, King Tubby, Denise Bovelle, Adrian Sherwood: questi sono solo alcuni dei mostri sacri di cui Mark Stewart ci parla e con molti dei quali ha lavorato.

Ah, era pure a Bologna negli anni ‘70, e di quel periodo ha ricordi un po’ confusi… E’ sicuro solo di alcuni nomi, quali Radio Alice e Red Ronnie.

… e se ancora non ne avete abbastanza:
I retroscena di quella allucinante giornata di settembre

Pietro | 11:00 | Monday 7 March 2011 | 3 Commenti »
Bullshit, Interviste, Speciali, Video

Strokes si o Strokes no?

Jonathan | 10:43 | Wednesday 2 March 2011 | Comments Off
Bullshit, Video

Twittare Sanremo

“Daje fija mia, che l’anno prossimo tocca a te!”

Sanremo è Sanremo, e negli ultimi (due) anni lo è come non mai. Perché direte voi, o giovani pargoli di Maps? Perché esiste Twitter!

Seguire la prima serata del Festival è una delle azioni che compio in modo rituale da anni, almeno dieci: esamino la verve dei presentatori, quanto sculettano le vallette e le canzoni in gara. Generalmente questo rito fa sì che ad un certo punto della serata io inizi a rotolarmi sul tappeto dalla noia pregando che la serata finisca, e puntualmente all’una di notte invece la mia tv trasmette ancora le facce tirate del teatro Ariston.

Da due anni seguire Sanremo ha un nuovo senso, e il mio rotolarmi non è più per la noia, ma per le risate: tramite Twitter ed i commenti dei miei sagaci amici, posso godermi la prima serata in santa pace, esprimendo i pensieri che ho sempre dovuto tenere dentro di me, o al massimo rivelare a mia madre tipo: ma cos’ha in testa quest’anno Patty Pravo?

Riporto quindi per voi, amici di Maps, alcune puntualizzazioni sulla prima serata di Sanremo 2011, partendo, ovviamente, dal conduttore Giannone Morandi:

vedo che Platinette ha prestato la giacca a Gianni Morandi
sopprimetelo, abbiate pietà di lui, o al limite, rimummificatelo!!!

La prima cantante in gara: Giusy Ferreri, o Amy Winehouse de noantri (che, tra l’altro era vestita così):
sarà il look da bottana postatomica che non aiuta, ma Giusy dovrebbe riconsiderare l’ipotesi di carriera in Esselunga
se Giusy Ferreri è intonata io sono la Madonna

Su Anna Oxa e Anna Tatangelo, le prime eliminate:
Sanremo: la Oxa sembra uscita dal film Avatar
Tatangelo con taglio punk e pezzo rock, credibile come Costanzo campione di salto in alto

Sull’immarcescibile Patty Pravo:
Quelli di Patty Pravo sembrano capelli, in realtà è un cesto di vimini.
Ma tutta la pelle che s’è tirata l’ha nascosta nei capelli ve?!?
Ritrovata mummia di Tutankhamen rubata al Cairo… E’ a Sanremo adesso.
Infine, sulle due vallette, si sperava mute, e invece purtroppo hanno parlato: Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis:
Belen, ma chi te le guarda le spalle… magna tranquilla
“‘Il tango ogni volta che lo sento mi fa uscire fuori dal petto’… è scoppiata una protesi a Belen?”
Chissà come si giustificherà George Clooney con Brad Pitt. A stabbotta lo ammette che è ricchione.
Identico decapaggio di capelli, identica dizione da compagnia teatrale di Isernia.
Allora, sentite questa: Belen e Canalis su Rai Uno e Bocchino su Rai Tre. Avete capito, no? Sono dei simpaticoni
Chissà di tutto questo cosa ne pensa la figlia della Clerici.
Eleonora | 08:00 | Thursday 17 February 2011 | Comments Off
Bullshit

Spiegami mo’ questa cosa che le droghe fanno male.

Tra le varie frustrazioni di chi scrive di musica ed è appassionato di rock pesante c’è quella di non essere in grado di mettere su carta la sensazione di stordimento provata al primo ascolto di quelli che poi sono diventati il nostro disco del cuore. Il motivo principale è che quasi tutta la letteratura in materia è carta straccia, vittima di paroloni tipo apocalittico o seminale o desolante e di citazioni coattissime che pescano un po’ dalla Bibbia un po’ da Burroughs un po’ da Apocalypse Now, o magari di toni freddi e distaccati che nella tua testa dovrebbero ricordare un’autopsia dell’anima devastata dell’autore, quasi sempre tragicomico nel risultato finale. Il modo più sicuro di lasciare un effetto è quello di tenere il disco lontano dai canali del diffondere ad ogni costo, contingentare l’emozione, passarlo alle persone fidate e conservare il culto attorno al disco ad un livello di guardia che ti permetta di conservare l’integrità del primo impatto. A volte riesce, a volte no. Le volte in cui no, il disco cade vittima della sua parziale accessibilità – nessuno è mai riuscito a creare qualcosa di davvero inaccessibile, soprattutto perché in pochissimi ci hanno provato davvero (che senso ha produrre musica che nessuno vorrebbe ascoltare?).

Qui inizia il gioco dei sottoinsiemi. Ci sono dischi realmente ostici che hanno incontrato l’immaginario. Ci sono dischi che hanno fatto fare passi avanti alle frontiere dell’inascoltabile, hanno smesso di significare se stessi e hanno dato origine a un genere – musicale, emotivo, eccetera. Tra questi dischi ce ne sono alcuni che rimangono indissolubilmente legati alla propria epoca, altri che continuano a suonare come se fossero stati pensati e registrati su un altro pianeta. Tra questi ultimi ce ne sono alcuni su cui i fan e la critica hanno sentito il bisogno di esprimersi in massa, e tra questi ce ne sono due o tre che nonostante tutto il gioco dei sottoinsiemi conservano inalterato il proprio fascino e suonano ad ogni passaggio della stessa cruda intensità con cui ti ci sei avvicinato la prima volta.

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Disappunto | 08:30 | Thursday 4 November 2010 | Comments Off
Bullshit, Mp3, Podcast