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		<title>The Tunas: ecco il nostro ultimo disco</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 07:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si chiama come la band, semplicemente The Tunas, l&#8217;ultima fatica della band felsinea, uscita da qualche settimana per la Wild Honey. Una raccolta di tracce eterogenee, come ci ha spiegato Frabbo nell&#8217;intervista qua sotto. Abbiamo sentito il cantante dei Tunas il giorno prima del live che ha chiuso la 32a stagione del Covo Club: un&#8217;intervista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/thetunas.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6970" title="thetunas" src="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/thetunas.jpg" alt="" width="400" height="366" /></a></p>
<p>Si chiama come la band, semplicemente <em><strong>The Tunas</strong></em>, l&#8217;ultima fatica della band felsinea, uscita da qualche settimana per la Wild Honey. Una raccolta di tracce eterogenee, come ci ha spiegato <strong>Frabbo</strong> nell&#8217;intervista qua sotto.</p>
<p>Abbiamo sentito il cantante dei <a href="https://www.facebook.com/pages/The-Tunas/127957713939445" target="_blank"><strong>Tunas</strong></a> il giorno prima del live che ha chiuso la 32a stagione del <strong>Covo Club</strong>: un&#8217;intervista che ha visto anche i <strong>Cut</strong> interagire con Frabbo, visto che anche loro sarebbero stati sul palco del club di Viale Zagabria la sera seguente (e per il loro live, controllate questo sito domani!).</p>
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Si chiama come la band, semplicemente The Tunas, l&#8217;ultima fatica della band felsinea, uscita da qualche settimana per la Wild Honey. Una raccolta di tracce eterogenee, come ci ha spiegato Frabbo nell&#8217;intervista qua sotto.
Abbiamo sentit[...]</itunes:subtitle>
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Si chiama come la band, semplicemente The Tunas, l&#8217;ultima fatica della band felsinea, uscita da qualche settimana per la Wild Honey. Una raccolta di tracce eterogenee, come ci ha spiegato Frabbo nell&#8217;intervista qua sotto.
Abbiamo sentito il cantante dei Tunas il giorno prima del live che ha chiuso la 32a stagione del Covo Club: un&#8217;intervista che ha visto anche i Cut interagire con Frabbo, visto che anche loro sarebbero stati sul palco del club di Viale Zagabria la sera seguente (e per il loro live, controllate questo sito domani!).</itunes:summary>
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		<title>A quick one con i Movie Star Junkies</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 07:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esistono delle band che fanno dei live nei nostri studi carichi come se si trovassero su un palco immenso, con un sacco di gente acclamante davanti a loro: i Movie Star Junkies sono un gruppo di questo tipo, che non si risparmia mai. Già quando vennero a trovarci, parecchio tempo fa, ci dimostrarono come i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/msj.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6952" title="msj" src="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/msj.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p>Esistono delle band che fanno dei live nei nostri studi carichi come se si trovassero su un palco immenso, con un sacco di gente acclamante davanti a loro: i <a href="http://www.myspace.com/moviestarjunkies" target="_blank"><strong>Movie Star Junkies</strong></a> sono un gruppo di questo tipo, che non si risparmia mai. Già quando vennero a trovarci, <a href="http://maps.rcdc.it/archives/quei-matti-matti-dei-movie-star-junkies/" target="_blank">parecchio tempo fa</a>, ci dimostrarono come i brani dell&#8217;album (allora era <em>A Poison Tree</em>) suonavano benissimo anche dal vivo in acustico. All&#8217;epoca, addirittura, ci regalarono un inedito, che battezzarono, sul momento, &#8220;Milf&#8221;, che poi è diventato la traccia di apertura del nuovo album <em><strong>Son of the Dust</strong></em>.</p>
<p>Proprio in occasione del tour di quest&#8217;ultimo disco la band piemontese è tornata negli studi della radio, qualche ora prima del live al <strong>Locomotiv Club</strong> di spalla ai <a href="http://maps.rcdc.it/archives/curare-le-ferite-damore-con-lultimo-disco-dei-mojomatics" target="_blank"><strong>Mojomatics</strong></a>. Poche chiacchiere, ché c&#8217;era poco tempo, e due brani: ecco un&#8217;altra sessione dal vivo di Maps, da ascoltare e scaricare.</p>
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Esistono delle band che fanno dei live nei nostri studi carichi come se si trovassero su un palco immenso, con un sacco di gente acclamante davanti a loro: i Movie Star Junkies sono un gruppo di questo tipo, che non si risparmia mai. Già quando ven[...]</itunes:subtitle>
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Esistono delle band che fanno dei live nei nostri studi carichi come se si trovassero su un palco immenso, con un sacco di gente acclamante davanti a loro: i Movie Star Junkies sono un gruppo di questo tipo, che non si risparmia mai. Già quando vennero a trovarci, parecchio tempo fa, ci dimostrarono come i brani dell&#8217;album (allora era A Poison Tree) suonavano benissimo anche dal vivo in acustico. All&#8217;epoca, addirittura, ci regalarono un inedito, che battezzarono, sul momento, &#8220;Milf&#8221;, che poi è diventato la traccia di apertura del nuovo album Son of the Dust.
Proprio in occasione del tour di quest&#8217;ultimo disco la band piemontese è tornata negli studi della radio, qualche ora prima del live al Locomotiv Club di spalla ai Mojomatics. Poche chiacchiere, ché c&#8217;era poco tempo, e due brani: ecco un&#8217;altra sessione dal vivo di Maps, da ascoltare e scaricare.</itunes:summary>
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		<title>Dente, le scalette dei concerti estivi e il palco del 1 maggio</title>
		<link>http://maps.rcdc.it/archives/dente-le-scalette-dei-concerti-estivi-e-il-palco-del-1-maggio/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 07:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è esibito al Locomotiv Club solo tre giorni dopo avere calcato il palco del &#8220;concertone&#8221; di Roma: Giuseppe Peveri, in arte Dente, ne sta facendo di cose. Il suo ultimo disco, Io tra di noi, continua ad avere consensi a un anno dall&#8217;uscita e il nostro sta già preparando le date del tour estivo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/dente1.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-6943" title="dente" src="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/dente1.jpg" alt="" width="400" height="273" /></a></p>
<p>Si è esibito al <strong>Locomotiv Club</strong> solo tre giorni dopo avere calcato il palco del &#8220;concertone&#8221; di Roma: Giuseppe Peveri, in arte <a href="http://www.amodente.it/" target="_blank"><strong>Dente</strong></a>, ne sta facendo di cose. Il suo ultimo disco, <em><strong>Io tra di noi</strong></em>, continua ad avere <strong>consensi</strong> a un anno dall&#8217;uscita e il nostro sta già preparando le date del <strong>tour estivo</strong>.</p>
<p>Abbiamo chiamato il musicista al telefono il giorno prima del live bolognese, mentre si trovava a Pisa e passeggiava per le strade della città toscana insieme ai &#8220;padroni di casa&#8221; <a href="http://maps.rcdc.it/archives/the-zen-circus-spoken-word/" target="_blank"><strong>Zen Circus</strong></a>. Dopo il cordiale e consueto scambio triplice di saluti, gli abbiamo fatto qualche domanda sull&#8217;<strong>emozione</strong> di salire sul palco di piazza San Giovanni, sul modo di creare delle <strong>scalette</strong> più leggere e scanzonate, &#8220;adatte&#8221; al periodo estivo e sulle novità in arrivo.</p>
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Si è esibito al Locomotiv Club solo tre giorni dopo avere calcato il palco del &#8220;concertone&#8221; di Roma: Giuseppe Peveri, in arte Dente, ne sta facendo di cose. Il suo ultimo disco, Io tra di noi, continua ad avere consensi a un anno dall[...]</itunes:subtitle>
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Si è esibito al Locomotiv Club solo tre giorni dopo avere calcato il palco del &#8220;concertone&#8221; di Roma: Giuseppe Peveri, in arte Dente, ne sta facendo di cose. Il suo ultimo disco, Io tra di noi, continua ad avere consensi a un anno dall&#8217;uscita e il nostro sta già preparando le date del tour estivo.
Abbiamo chiamato il musicista al telefono il giorno prima del live bolognese, mentre si trovava a Pisa e passeggiava per le strade della città toscana insieme ai &#8220;padroni di casa&#8221; Zen Circus. Dopo il cordiale e consueto scambio triplice di saluti, gli abbiamo fatto qualche domanda sull&#8217;emozione di salire sul palco di piazza San Giovanni, sul modo di creare delle scalette più leggere e scanzonate, &#8220;adatte&#8221; al periodo estivo e sulle novità in arrivo.</itunes:summary>
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		<title>Disco della settimana: Chromatics &#8211; Kill for Love</title>
		<link>http://maps.rcdc.it/archives/disco-della-settimana-chromatics-kill-for-love/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 10:19:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chromatics &#8211; Kill for Love]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/killforlove.jpg"><img class="size-full wp-image-7003 aligncenter" title="killforlove" src="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/killforlove.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chromatics" target="_blank">Chromatics &#8211; Kill for Love</a></p>
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		<title>Curare le ferite d&#8217;amore con l&#8217;ultimo disco dei Mojomatics</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 07:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[You Are the Reason for My Troubles, ultima fatica dei Mojomatics, è stato un nostro recente disco della settimana. Il due garage/r&#8217;n'r ha colpito ancora una volta nel segno, costruendo un album intenso e divertente, ma non solo. Come ci ha raccontato infatti Matt, l&#8217;album è nato da una serie di delusioni amorose, che hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/mojo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6939" title="mojo" src="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/mojo.jpg" alt="" width="400" height="175" /></a></p>
<p><em><strong>You Are the Reason for My Troubles</strong></em>, ultima fatica dei <a href="http://www.myspace.com/themojomatics" target="_blank"><strong>Mojomatics</strong></a>, è stato un nostro recente <a href="http://maps.rcdc.it/archives/disco-della-settimana-the-mojomatics-you-are-the-reason-for-my-troubles/" target="_blank">disco della settimana</a>. Il due garage/r&#8217;n'r ha colpito ancora una volta nel segno, costruendo un album intenso e divertente, ma non solo.</p>
<p>Come ci ha raccontato infatti <strong>Matt</strong>, l&#8217;album è nato da una serie di delusioni amorose, che hanno trovato sfogo nelle tracce che lo compongono (ve ne regaliamo una, &#8220;In the Meanwhile&#8221;, che la band aveva già suonato <a href="http://maps.rcdc.it/archives/the-mojomatics-set-maps-on-fire/" target="_blank">nei nostri studi</a> due anni fa). Ma non solo di<strong> cuori infranti</strong> abbiamo chiacchierato: in quel pomeriggio che anticipava la serata <a href="https://www.facebook.com/pages/Murato/126716284103467" target="_blank"><strong>Murato</strong></a> al <strong>Locomotiv Club</strong>, infatti, abbiamo anche chiesto aggiornamenti sulla scena garage del nostro Paese. Per tutto questo e molto altro, premete play!</p>
]]></content:encoded>
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You Are the Reason for My Troubles, ultima fatica dei Mojomatics, è stato un nostro recente disco della settimana. Il due garage/r&#8217;n'r ha colpito ancora una volta nel segno, costruendo un album intenso e divertente, ma non solo.
Come ci ha ra[...]</itunes:subtitle>
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You Are the Reason for My Troubles, ultima fatica dei Mojomatics, è stato un nostro recente disco della settimana. Il due garage/r&#8217;n'r ha colpito ancora una volta nel segno, costruendo un album intenso e divertente, ma non solo.
Come ci ha raccontato infatti Matt, l&#8217;album è nato da una serie di delusioni amorose, che hanno trovato sfogo nelle tracce che lo compongono (ve ne regaliamo una, &#8220;In the Meanwhile&#8221;, che la band aveva già suonato nei nostri studi due anni fa). Ma non solo di cuori infranti abbiamo chiacchierato: in quel pomeriggio che anticipava la serata Murato al Locomotiv Club, infatti, abbiamo anche chiesto aggiornamenti sulla scena garage del nostro Paese. Per tutto questo e molto altro, premete play!</itunes:summary>
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		<title>La Sagra del&#8230; Primavera &#8211; 4</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 07:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fino alla fine di maggio, ogni sabato, vi daremo la possibilità di riascoltare una nuova trasmissioncina legata agli imminenti festival musicali iberici: il San Miguel Primavera Sound di Barcellona e il nuovo Optimus Primavera Sound di Porto. Si tratta di due manifestazioni stracolme di artisti: per ogni puntata di questa pillola chiamata La Sagra del&#8230; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino alla fine di maggio, ogni sabato, vi daremo la possibilità di riascoltare una nuova trasmissioncina legata agli imminenti festival musicali iberici: il <a href="http://sanmiguelprimaverasound.es/?lang=en" target="_blank"><strong>San Miguel Primavera Sound</strong></a> di Barcellona e il nuovo <a href="http://optimusprimaverasound.com/?lang=en" target="_blank"><strong>Optimus Primavera Sound</strong></a> di Porto.</p>
<p>Si tratta di due manifestazioni stracolme di artisti: per ogni puntata di questa pillola chiamata <em><strong>La Sagra del&#8230; Primavera</strong></em> parleremo di due band e, oltre alla musica, ci saranno interviste prese dagli archivi di <strong>Maps</strong>. Ecco a voi la quarta puntata della coproduzione allestita con <strong>Sfera Cubica</strong>: per voi <strong>Explosions in the Sky</strong> e <strong>Tennis</strong>. Buon ascolto!</p>
<p><object width="100%" height="81" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="https://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F45917762" /><embed width="100%" height="81" type="application/x-shockwave-flash" src="https://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F45917762" allowscriptaccess="always" /> </object> <span><a href="http://soundcloud.com/sferacubica/la-sagra-del-primavera-quarta">La sagra del Primavera &#8211; Quarta puntata</a> by <a href="http://soundcloud.com/sferacubica">Sfera Cubica</a></span></p>
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		<title>Nordgarden: nato in Norvegia, vissuto a Bologna, stabilito in Sicilia&#8230;</title>
		<link>http://maps.rcdc.it/archives/nordgarden-nato-in-norvegia-vissuto-a-bologna-stabilito-in-sicilia/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 07:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230; ma nel cuore del musicista che abbiamo ospitato più volte in studio c&#8217;è sempre la grande tradizione americana. L&#8217;ultimo album, You Gotta to Get Ready, lo dimostra, e lo stesso Terje Nordgarden l&#8217;ha raccontato ai nostri microfoni. Folgorato da Springsteen, Terje negli anni ha seguito un percorso molto personale di creazione e ricerca musicale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/nordgarden.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6922" title="nordgarden" src="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/nordgarden.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p>&#8230; ma nel cuore del musicista che abbiamo ospitato più volte in studio c&#8217;è sempre la grande tradizione americana. L&#8217;ultimo album, <strong><em>You Gotta to Get Ready</em></strong>, lo dimostra, e lo stesso <a href="http://nordgarden.info/" target="_blank"><strong>Terje Nordgarden</strong></a> l&#8217;ha raccontato ai nostri microfoni.</p>
<p>Folgorato da Springsteen, Terje negli anni ha seguito un percorso molto personale di creazione e ricerca musicale sulle linee del <strong>grande rock e folk di stampo anglosassone</strong>. Qualcuno ha parlato di <strong>Nick Drake</strong> e di <strong>John Martyn</strong>, ma ci sono anche le <strong>radici</strong> americane nella sua musica, come dimostrano i brani che ha suonato in studio. Non per niente uno di essi è un blues composto all&#8217;aeroporto di <strong>Amsterdam</strong>, che testimonia la qualità (e l&#8217;attitudine a girovagare) del musicista nato in Scandinavia, passato per Bologna e che ora vive nel borgo &#8220;verghiano&#8221; di <strong>Acitrezza</strong>. Tutto questo e molto di più premendo &#8220;play&#8221; qua sotto!</p>
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&#8230; ma nel cuore del musicista che abbiamo ospitato più volte in studio c&#8217;è sempre la grande tradizione americana. L&#8217;ultimo album, You Gotta to Get Ready, lo dimostra, e lo stesso Terje Nordgarden l&#8217;ha raccontato ai nostri mic[...]</itunes:subtitle>
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&#8230; ma nel cuore del musicista che abbiamo ospitato più volte in studio c&#8217;è sempre la grande tradizione americana. L&#8217;ultimo album, You Gotta to Get Ready, lo dimostra, e lo stesso Terje Nordgarden l&#8217;ha raccontato ai nostri microfoni.
Folgorato da Springsteen, Terje negli anni ha seguito un percorso molto personale di creazione e ricerca musicale sulle linee del grande rock e folk di stampo anglosassone. Qualcuno ha parlato di Nick Drake e di John Martyn, ma ci sono anche le radici americane nella sua musica, come dimostrano i brani che ha suonato in studio. Non per niente uno di essi è un blues composto all&#8217;aeroporto di Amsterdam, che testimonia la qualità (e l&#8217;attitudine a girovagare) del musicista nato in Scandinavia, passato per Bologna e che ora vive nel borgo &#8220;verghiano&#8221; di Acitrezza. Tutto questo e molto di più premendo &#8220;play&#8221; qua sotto!</itunes:summary>
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		<title>Il debutto degli Zedded</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 07:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vengono dalla Toscana e sono una band che sta insieme da una decina d&#8217;anni, ma che solo recentemente, dopo un percorso musicale interessante e variegato, ha trovato le sonorità con le quali si sente più a proprio agio, e con le quali – dopo una serie di live in Italia e all&#8217;estero – ha pubblicato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/zedded.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6932" title="zedded" src="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/zedded.jpg" alt="" width="400" height="292" /></a></p>
<p>Vengono dalla Toscana e sono una <strong>band</strong> che sta insieme da una decina d&#8217;anni, ma che solo recentemente, dopo un percorso musicale interessante e variegato, ha trovato le <strong>sonorità</strong> con le quali si sente più a proprio agio, e con le quali – dopo una serie di live in Italia e all&#8217;estero – ha pubblicato <strong>l&#8217;album d&#8217;esordio</strong> omonimo: <strong>Zedded</strong>.</p>
<p>Sono sonorità ruvide e potenti che strizzano l&#8217;occhio al <strong>punk hardcore</strong> e al <strong>noise</strong>. Sonorità che, come ci hanno spiegato <strong>Dario</strong> e <strong>Gianfra</strong> (basso e batteria) nell&#8217;<strong>intervista </strong>post-pasquale che potete sentire qua sotto, si sono evolute di pari passo con le <strong>esperienze</strong> e con le <strong>difficoltà</strong> della vita personale di ognuno.</p>
<p>Abbandonando i suoni più dolci e aprendosi anche ad un <strong>cantato in inglese</strong>, i quattro hanno raggiunto una maggiore <strong>spontaneità</strong> e, grazie ad un “ritorno alle proprie radici musicali con le quali sentirsi più veri e sinceri”, hanno registrato il disco <strong>live</strong> e in <strong>analogico</strong> che, come ci hanno suggerito e come recita il retro del cd, è <strong>“da suonare molto forte”</strong>.</p>
<p>Noi di Maps ve lo consigliamo: l&#8217;album è un ottimo biglietto da visita e si può scaricare anche sul <a href="http://zedded.com/" target="_blank">sito ufficiale della band</a>.</p>
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Vengono dalla Toscana e sono una band che sta insieme da una decina d&#8217;anni, ma che solo recentemente, dopo un percorso musicale interessante e variegato, ha trovato le sonorità con le quali si sente più a proprio agio, e con le quali – dopo u[...]</itunes:subtitle>
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Vengono dalla Toscana e sono una band che sta insieme da una decina d&#8217;anni, ma che solo recentemente, dopo un percorso musicale interessante e variegato, ha trovato le sonorità con le quali si sente più a proprio agio, e con le quali – dopo una serie di live in Italia e all&#8217;estero – ha pubblicato l&#8217;album d&#8217;esordio omonimo: Zedded.
Sono sonorità ruvide e potenti che strizzano l&#8217;occhio al punk hardcore e al noise. Sonorità che, come ci hanno spiegato Dario e Gianfra (basso e batteria) nell&#8217;intervista post-pasquale che potete sentire qua sotto, si sono evolute di pari passo con le esperienze e con le difficoltà della vita personale di ognuno.
Abbandonando i suoni più dolci e aprendosi anche ad un cantato in inglese, i quattro hanno raggiunto una maggiore spontaneità e, grazie ad un “ritorno alle proprie radici musicali con le quali sentirsi più veri e sinceri”, hanno registrato il disco live e in analogico che, come ci hanno suggerito e come recita il retro del cd, è “da suonare molto forte”.
Noi di Maps ve lo consigliamo: l&#8217;album è un ottimo biglietto da visita e si può scaricare anche sul sito ufficiale della band.</itunes:summary>
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		<title>Non siamo un &#8220;progetto&#8221;, ma una band: parlano gli Obake</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 07:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono in quattro: basso, chitarra, voce e batteria. Una formazione standard per una band che tanto standard non è. Il nome Obake è giapponese, e può essere tradotto in maniera molto approssimativa con &#8220;fantasma&#8221;: la band, nata da un&#8217;idea di Massimo Pupillo degli Zu e di Eraldo Bernocchi, ha visto subito coinvolti il batterista ungherese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/obake.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-6910" title="obake" src="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/obake.jpg" alt="" width="400" height="269" /></a></p>
<p>Sono in quattro: basso, chitarra, voce e batteria. Una formazione standard per una band che tanto standard non è. Il nome <strong>Obake</strong> è giapponese, e può essere tradotto in maniera molto approssimativa con &#8220;fantasma&#8221;: la band, nata da un&#8217;idea di <strong>Massimo Pupillo</strong> degli <strong>Zu</strong> e di <strong>Eraldo Bernocchi</strong>, ha visto subito coinvolti il batterista ungherese <strong>Balasz Pandi</strong> e il cantante <strong>Lorenzo Esposito Fornasari</strong>.</p>
<p>L&#8217;esordio è uscito alla fine del 2011 ed è stato ben accolto dalla critica, &#8220;oltre ogni aspettativa&#8221;, ci ha raccontato Lorenzo nell&#8217;intervista che trovate sotto, realizzata poco prima del live al <strong>TPO</strong> insieme agli <strong>Zeus</strong>. Ma non abbiamo solo parlato con il cantante del gruppo: dopo avere risposto alle nostre domande, ci ha passato <strong>Trevor Dunn </strong>(tra i fondatori della superband <strong>Mr Bungle</strong>), che è il bassista &#8220;da tour&#8221; della band: band, sì, perché capirete dalle interviste che di questo si tratta, non dei soliti &#8220;progetti paralleli&#8221; di cui talvolta si parla&#8230;</p>
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Sono in quattro: basso, chitarra, voce e batteria. Una formazione standard per una band che tanto standard non è. Il nome Obake è giapponese, e può essere tradotto in maniera molto approssimativa con &#8220;fantasma&#8221;: la band, nata da un[...]</itunes:subtitle>
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Sono in quattro: basso, chitarra, voce e batteria. Una formazione standard per una band che tanto standard non è. Il nome Obake è giapponese, e può essere tradotto in maniera molto approssimativa con &#8220;fantasma&#8221;: la band, nata da un&#8217;idea di Massimo Pupillo degli Zu e di Eraldo Bernocchi, ha visto subito coinvolti il batterista ungherese Balasz Pandi e il cantante Lorenzo Esposito Fornasari.
L&#8217;esordio è uscito alla fine del 2011 ed è stato ben accolto dalla critica, &#8220;oltre ogni aspettativa&#8221;, ci ha raccontato Lorenzo nell&#8217;intervista che trovate sotto, realizzata poco prima del live al TPO insieme agli Zeus. Ma non abbiamo solo parlato con il cantante del gruppo: dopo avere risposto alle nostre domande, ci ha passato Trevor Dunn (tra i fondatori della superband Mr Bungle), che è il bassista &#8220;da tour&#8221; della band: band, sì, perché capirete dalle interviste che di questo si tratta, non dei soliti &#8220;progetti paralleli&#8221; di cui talvolta si parla&#8230;</itunes:summary>
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		<title>La musica in viaggio di Bungalow 62</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 07:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Paolo Forlì, in arte Bungalow 62, è uno che ha viaggiato parecchio. Nei comunicati stampa e nelle interviste parla spesso di questi spostamenti, che diventano anche la risposta a una domanda scontata ma necessaria: perché quel nome d&#8217;arte? Come lo stesso Paolo ci ha spiegato anche a Maps, in quel bungalow in Svezia è letteralmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/bungalow62.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6904" title="bungalow62" src="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/bungalow62.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p>Paolo Forlì, in arte <a href="http://www.myspace.com/bungalowsixtytwo" target="_blank"><strong>Bungalow 62</strong></a>, è uno che ha viaggiato parecchio. Nei comunicati stampa e nelle interviste parla spesso di questi spostamenti, che diventano anche la risposta a una domanda scontata ma necessaria: perché quel nome d&#8217;arte? Come lo stesso Paolo ci ha spiegato anche a Maps, in quel bungalow in Svezia è letteralmente nata la sua musica.</p>
<p>Bungalow 62 è venuto nei nostri studi per proporci qualche brano e presentare al pubblico di <strong>Maps</strong> il suo nuovo disco <strong><em>Dead, Mad, Bad</em></strong>: un concentrato di canzoni intense e ben forgiate, apparentemente <strong>tranquille</strong> ma che nascondono, nei versi, quella <strong>crudele normalità</strong> che Paolo ha ben spiegato nell&#8217;intervista qua sotto.</p>
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Paolo Forlì, in arte Bungalow 62, è uno che ha viaggiato parecchio. Nei comunicati stampa e nelle interviste parla spesso di questi spostamenti, che diventano anche la risposta a una domanda scontata ma necessaria: perché quel nome d&#8217;arte? Co[...]</itunes:subtitle>
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Paolo Forlì, in arte Bungalow 62, è uno che ha viaggiato parecchio. Nei comunicati stampa e nelle interviste parla spesso di questi spostamenti, che diventano anche la risposta a una domanda scontata ma necessaria: perché quel nome d&#8217;arte? Come lo stesso Paolo ci ha spiegato anche a Maps, in quel bungalow in Svezia è letteralmente nata la sua musica.
Bungalow 62 è venuto nei nostri studi per proporci qualche brano e presentare al pubblico di Maps il suo nuovo disco Dead, Mad, Bad: un concentrato di canzoni intense e ben forgiate, apparentemente tranquille ma che nascondono, nei versi, quella crudele normalità che Paolo ha ben spiegato nell&#8217;intervista qua sotto.</itunes:summary>
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		<title>Disco della settimana: Lower Dens &#8211; Nootropics</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 15:03:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lower Dens &#8211; Nootropics]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://lowerdens.com" target="_blank"><img class="size-full wp-image-6977 aligncenter" title="ldn" src="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/ldn.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://lowerdens.com" target="_blank">Lower Dens &#8211; Nootropics</a></p>
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		<title>Divertirsi in case abbandonate: la ricerca di Chelsea Wolfe</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 07:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chiamare un disco Apocalypsis, ma scritto in greco antico, è un buon biglietto da visita, quasi quanto ritrarsi sulla copertina dello stesso con una foto quanto meno inquietante (colori scuri e occhi rovesciati). Ma quello uscito nel 2011 è il secondo disco della californiana Chelsea Wolfe, giovane talento della musica scura e inquietante, che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/chelseawolfe.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6907" title="chelseawolfe" src="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/chelseawolfe.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p>Chiamare un disco <strong><em>Apocalypsis</em></strong>, ma scritto in greco antico, è un buon biglietto da visita, quasi quanto ritrarsi sulla copertina dello stesso con una foto quanto meno inquietante (colori scuri e occhi rovesciati). Ma quello uscito nel 2011 è il secondo disco della californiana <a href="http://www.chelseawolfe.net/" target="_blank"><strong>Chelsea Wolfe</strong></a>, giovane talento della musica scura e inquietante, che ha esordito nel 2010 con <em>The Grime and the Glow.</em></p>
<p>Voci eteree e minacciose, rumori, lame sonore, per canzoni difficili che penetrano l&#8217;ascoltatore e lo mettono in uno stato di inquietudine e tensione. Eppure, quando Chelsea si è presentata con la band nei nostri studi, qualche ora prima del live al <strong>Locomotiv Club</strong>, ci siamo trovati di fronte una ragazzona <strong>cordiale</strong>, <strong>gentile</strong> e <strong>timida</strong>, che ha risposto alle nostre domande con gentilezza. La musicista ci ha parlato dei <strong>riferimenti visivi</strong> della sua opera e dell&#8217;uso della voce, che talvolta, come sentirete, si può anche esercitare &#8220;divertendosi&#8221; in un edificio abbandonato.</p>
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Chiamare un disco Apocalypsis, ma scritto in greco antico, è un buon biglietto da visita, quasi quanto ritrarsi sulla copertina dello stesso con una foto quanto meno inquietante (colori scuri e occhi rovesciati). Ma quello uscito nel 2011 è il seco[...]</itunes:subtitle>
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Chiamare un disco Apocalypsis, ma scritto in greco antico, è un buon biglietto da visita, quasi quanto ritrarsi sulla copertina dello stesso con una foto quanto meno inquietante (colori scuri e occhi rovesciati). Ma quello uscito nel 2011 è il secondo disco della californiana Chelsea Wolfe, giovane talento della musica scura e inquietante, che ha esordito nel 2010 con The Grime and the Glow.
Voci eteree e minacciose, rumori, lame sonore, per canzoni difficili che penetrano l&#8217;ascoltatore e lo mettono in uno stato di inquietudine e tensione. Eppure, quando Chelsea si è presentata con la band nei nostri studi, qualche ora prima del live al Locomotiv Club, ci siamo trovati di fronte una ragazzona cordiale, gentile e timida, che ha risposto alle nostre domande con gentilezza. La musicista ci ha parlato dei riferimenti visivi della sua opera e dell&#8217;uso della voce, che talvolta, come sentirete, si può anche esercitare &#8220;divertendosi&#8221; in un edificio abbandonato.</itunes:summary>
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		<title>La Sagra del&#8230; Primavera &#8211; 3</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 07:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fino alla fine di maggio, ogni sabato, vi daremo la possibilità di riascoltare una nuova trasmissioncina legata agli imminenti festival musicali iberici: il San Miguel Primavera Sound di Barcellona e il nuovo Optimus Primavera Sound di Porto. Si tratta di due manifestazioni stracolme di artisti: per ogni puntata di questa pillola chiamata La Sagra del&#8230; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino alla fine di maggio, ogni sabato, vi daremo la possibilità di riascoltare una nuova trasmissioncina legata agli imminenti festival musicali iberici: il <a href="http://sanmiguelprimaverasound.es/?lang=en" target="_blank"><strong>San Miguel Primavera Sound</strong></a> di Barcellona e il nuovo <a href="http://optimusprimaverasound.com/?lang=en" target="_blank"><strong>Optimus Primavera Sound</strong></a> di Porto.</p>
<p>Si tratta di due manifestazioni stracolme di artisti: per ogni puntata di questa pillola chiamata <em><strong>La Sagra del&#8230; Primavera</strong></em> parleremo di due band e, oltre alla musica, ci saranno interviste prese dagli archivi di <strong>Maps</strong>. Ecco a voi la terza puntata della coproduzione allestita con <strong>Sfera Cubica</strong>: per voi <strong>Josh T. Pearson</strong> e <strong>Other Lives</strong>. Buon ascolto!</p>
<p><object width="100%" height="81" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="https://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F45167646" /><embed width="100%" height="81" type="application/x-shockwave-flash" src="https://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F45167646" allowscriptaccess="always" /> </object> <span><a href="http://soundcloud.com/sferacubica/la-sagra-del-primavera-terza">La sagra del Primavera &#8211; Terza puntata</a> by <a href="http://soundcloud.com/sferacubica">Sfera Cubica</a></span></p>
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		<title>David Israel e del perché pubblicare in musicassetta</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 07:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Live]]></category>
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		<category><![CDATA[acoustic radio session]]></category>
		<category><![CDATA[david israel]]></category>
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		<description><![CDATA[David Israel è originario di Pittsburgh, ma si è formato come musicista soprattutto in Texas, dove risiede. Proprio nella &#8220;comunità musicale&#8221; di Austin, David ha trovato legami e nuovi contatti, che lo hanno portato in un vortice di scrittura e di collaborazioni, come spesso accade. In Italia per qualche concerto, David si è presentato con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/davidisrael-rhonda.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6870" title="davidisrael-rhonda" src="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/davidisrael-rhonda.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.myspace.com/israelsongs" target="_blank"><strong>David Israel</strong></a> è originario di Pittsburgh, ma si è formato come musicista soprattutto in Texas, dove risiede. Proprio nella &#8220;comunità musicale&#8221; di Austin, David ha trovato legami e nuovi contatti, che lo hanno portato in un vortice di scrittura e di collaborazioni, come spesso accade.</p>
<p>In Italia per qualche concerto, David si è presentato con <strong>Rhonda</strong> negli studi della radio: ecco per voi, oltre all&#8217;intervista, due canzoni. Una è tratta dall&#8217;ultimo album, pubblicato solo in <strong>vinile</strong>. L&#8217;altra ha visto forma solo su <strong>cassetta</strong>: abbiamo chiesto a David, tra le altre cose, come mai questa scelta e la risposta che abbiamo avuto è stata tra le più <strong>oneste</strong> sentite.</p>
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David Israel è originario di Pittsburgh, ma si è formato come musicista soprattutto in Texas, dove risiede. Proprio nella &#8220;comunità musicale&#8221; di Austin, David ha trovato legami e nuovi contatti, che lo hanno portato in un vortice di scr[...]</itunes:subtitle>
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David Israel è originario di Pittsburgh, ma si è formato come musicista soprattutto in Texas, dove risiede. Proprio nella &#8220;comunità musicale&#8221; di Austin, David ha trovato legami e nuovi contatti, che lo hanno portato in un vortice di scrittura e di collaborazioni, come spesso accade.
In Italia per qualche concerto, David si è presentato con Rhonda negli studi della radio: ecco per voi, oltre all&#8217;intervista, due canzoni. Una è tratta dall&#8217;ultimo album, pubblicato solo in vinile. L&#8217;altra ha visto forma solo su cassetta: abbiamo chiesto a David, tra le altre cose, come mai questa scelta e la risposta che abbiamo avuto è stata tra le più oneste sentite.</itunes:summary>
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		<title>I laconici Strange Boys</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 07:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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		<description><![CDATA[Una carriera di dieci anni, consolidata con un buon numero di ep e album: l&#8217;ultimo Live Music (mi raccomando, pronunciate la prima parola liv!) li ha portati anche al Locomotiv Club. La band in questione si chiama The Strange Boys, è di origini texane e a Maps abbiamo fatto una breve chiacchierata telefonica con Ryan [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/strangeboys001.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6874" title="strangeboys001" src="http://maps.rcdc.it/wp-content/uploads/strangeboys001.jpg" alt="" width="400" height="280" /></a></p>
<p>Una carriera di dieci anni, consolidata con un buon numero di ep e album: l&#8217;ultimo <em><strong>Live Music</strong></em> (mi raccomando, pronunciate la prima parola <em>liv</em>!) li ha portati anche al <strong>Locomotiv Club</strong>. La band in questione si chiama <a href="http://myspace.com/thestrangeboys" target="_blank"><strong>The Strange Boys</strong></a>, è di origini texane e a <strong>Maps</strong> abbiamo fatto una breve chiacchierata telefonica con <strong>Ryan Sambol</strong>, uno dei fondatori della band.</p>
<p>Non esattamente di molte parole, Ryan ha però raccontato il perché della scelta di &#8220;Sadness&#8221; per chiudere l&#8217;intervista. Almeno quello&#8230;</p>
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Una carriera di dieci anni, consolidata con un buon numero di ep e album: l&#8217;ultimo Live Music (mi raccomando, pronunciate la prima parola liv!) li ha portati anche al Locomotiv Club. La band in questione si chiama The Strange Boys, è di origi[...]</itunes:subtitle>
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Una carriera di dieci anni, consolidata con un buon numero di ep e album: l&#8217;ultimo Live Music (mi raccomando, pronunciate la prima parola liv!) li ha portati anche al Locomotiv Club. La band in questione si chiama The Strange Boys, è di origini texane e a Maps abbiamo fatto una breve chiacchierata telefonica con Ryan Sambol, uno dei fondatori della band.
Non esattamente di molte parole, Ryan ha però raccontato il perché della scelta di &#8220;Sadness&#8221; per chiudere l&#8217;intervista. Almeno quello&#8230;</itunes:summary>
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