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Barazzo

Omonimia portami via (3 di 3)

Se quelli di Nirvana e Charlatans, di cui ci siamo occupati nelle scorse settimane, sono casi di omonimia che coinvolgono band lontane tra loro di almeno un paio di decenni, questa volta ci occuperemo di tre gruppi di fatto contemporanei, provenienti da stati diversi e accomunati tanto dalla ragione sociale quanto dall’appartenenza al macrogenere della psichedelia.

Primi, in ordine di importanza, sono i Kaleidoscope statunitensi, tra i pionieri della contaminazione tra acid rock e istanze musicali esotiche (asiatiche e africane), anticipando di qualche anno le future e fruttuose ibridazioni tra sonorità occidentali e la cosiddetta world music. Qui sotto un estratto dal loro lavoro più celebre, A Beacon From Mars (Epic, 1968):

Poi vengono i Kaleidoscope inglesi, forse non la formazione più celebre del coevo pop psichedelico britannico ma senza dubbio una delle migliori, come ben dimostra il loro primo singolo – nonché brano più famoso –, contenuto anche nel loro primo album, Tangerine Dream (Fontana, 1967):

Due ensemble diversissimi, ma non esattamente sconosciuti. Non altrettanto, invece, si può dire dei Kaleidoscope messicani, il cui unico e omonimo album, pubblicato nel 1969 su Orfeon, è considerato uno degli LP più rari della psichedelia del continente americano (nonché oggetto di culto per i conoscitori più profondi del garage d’antan), e anche la ristampa in cd non è esattamente facile da trovare.

Il che, diciamocelo, è un vero peccato, perché pur non essendo all’altezza dei loro omonimi, non meritano certo l’oblio nel quale sono caduti.

Articolo pubblicato alle 22:40 del Wednesday 17 February 2010, nelle categorie: Miscellanea, Mp3, Video.
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