Visita il sito di Radio Città del Capo
Barazzo

Audience Live Report: Strange Boys e Wild Nothing @ Covo, 20.11.10

A Maps regaliamo spesso a voi ascoltatori biglietti per andare ai concerti. Voi, “in cambio”, ci mandate una breve recensione dei concerti stessi. Enrico è andato a vedere Wild Nothing e Strange Boys al Covo e…

Mi presento al Covo in anticipo ma il locale tarda un po’ a riempirsi, e questo è strano: la serata mi era stata preannunciata da amici esaltati e dalle loro grandi aspettative, ma qui non c’è certo il pienone, o forse sono io che sono arrivato davvero un po’ troppo presto. Esco di nuovo, e dopo poco sento che il gruppo spalla ha già iniziato. Mi fiondo verso la saletta dei live e scopro che un muro umano mi separa dalla band; ma dov’erano questi prima? Sono usciti dalle fottute pareti? Mi rimbocco le maniche, e dopo aver riconquistato la mia posizione sottopalco mi preparo a fotografare il primo gruppo, gli Strange Boys; inizialmente non mi accorgo dell’apparecchiatura di livello tecnico stellare di tutti gli altri veri fotografi attorno a me, ma quando me ne rendo conto soffoco un guaito, fingo indifferenza e inizio finalmente a prestare attenzione alla band.

Che non è per niente male! I ragazzi di Austin partono belli freddi e ingessati, però; ma sono proprio giovani questi texani, nella mia testa me li immagino spauriti e al primo tour (cosa assolutamente improbabile ma vabbé, ognuno si fa i viaggi che può a giustificazione dei suoi gusti), e insomma, se non si è già capito, mi risultano subito molto simpatici. Al terzo/quarto pezzo, poi, la tensione si stempera, la vocetta miagolante del cantante Ryan ti entra in testa e comincia a farsi spazio, mentre tu ti lasci prendere dal ritmo; bel tiro, suoni classici che ti fanno battere il piedino e passare un’ora di concerto molto piacevole. Ecco, il sassofono di Jenna E. Thornhill deWitt forse non si sentirà troppo, ma quel poco che si capisce mi piace, si amalgama molto bene nel gruppo e dà un tocco particolare all’insieme. Evviva!

Purtroppo però dopo il buon gruppo spalla iniziano i Wild Nothing, e lì (almeno per me) sono dolori. Capisco subito di trovarmi davanti una formazione molto tecnica, di grande esperienza, musicisti veri, senza dubbio, ma al contempo con ben poco da dire. Ci sono tanti giri di basso alla Cure suonati con una precisione millimetrica, certo, e tastiere di gran classe che diffondono nell’aria un’atmosfera sofisticata e plastificatamente sognante. Nonostante questo però, e nonostante il pubblico (nel frattempo cresciuto a dismisura) che alla fine di ogni pezzo si spella le mani, e nonostante anche le incensature di Pitchfork e di buona parte della critica, i Wild Nothing per me rimangono solo un bell’esercizio di stile: vuoto, gelido e decisamente poco interessante. Tutto ok insomma, ma tutti i pezzi suonano uguale alle mie orecchie. A unica parziale giustificazione del quartetto, almeno, posso dire che alla base c’è un’incompatibilità caratteriale grave tra me e il loro genere musicale, che a prescindere da ogni mia opinione negativa credo trovi in loro degli interpreti molto fedeli.

… e se ancora non ne avete abbastanza:
Le foto di Enrico agli Strange Boys
Le foto di Enrico ai Wild Nothing

Articolo pubblicato alle 08:00 del Thursday 2 December 2010, nelle categorie: Speciali.
E' possibile essere aggiornati automaticamente sui commenti a questo articolo, attraverso il feed RSS 2.0.
Non è possibile commentare questo articolo.

Un commento all'articolo “Audience Live Report: Strange Boys e Wild Nothing @ Covo, 20.11.10”

  1. Wild Nothing: “Un clima musicale fuori di testa” | Maps dice:

    [...] ha fatto gridare molti al miracolo. Nonostante anche alcuni ascoltatori abbiano espresso un parere non proprio favorevole ai suoni e ai live della band, il concerto di venerdì al Covo è stato davvero [...]