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Barazzo

Audience Live Report: Jamie Lidell @ Dissonanze, 22.05.10

Di solito chiediamo ai vincitori dei biglietti che mettiamo in palio di darci “in cambio” una recensione del concerto che i nostri ascoltatori vanno a vedere gratis grazie a Maps, ma questa volta il nostro pubblico si è superato. La fedele ascoltatrice Nadia, che segue Maps in streaming da Roma, ci ha regalato parole e video di due eccezionali concerti del programma di Dissonanze 2010. Dopo Gil Scott-Heron, ecco Jamie Lidell

Dopo il concerto di Gil Scott Heron qualche problema tecnico ritarda l’entrata di Jamie Lidell, mettendo la giusta distanza tra due concerti così diversi tra loro. In un’intervista fatta prima di Dissonanze, Lidell ha dichiarato: “A Roma avremo un palco molto grande e quindi faremo davvero molto rumore“, e lui le promesse le mantiene! Parte a mille con “Where D’You Go” che potrebbe essere  la canzone del ballo di fine anno della scuola di un film americano quasi più vicino ai 50’s che ai 60’s.

E da qui inizia l’impatto estremamente fisico al concerto, coinvolgente e tirato senza nessuna concessione ai suoi pezzi più dilatati e rilassati. Si va avanti con il soul pulito di “Multiply” e il quasi gospel “Another Day”, ed è talmente bravo da permettersi il lusso di cantarla a cappella insieme al pubblico e farla venire benissimo.

E poi si cambia, si passa ai pezzi di Compass che suonano molto meglio dal vivo, più d’impatto rispetto al disco. I suoni diventano contemporanei, si arricchiscono di strati sonori con la tiratissima, distorta e potente “Coma Chameleon” .

Prince è dietro l’angolo quando arriva “I Wanna Be Your Telephone” che suona come suonerebbe oggi “Kiss” passata attraverso il filtro Warp. Poi ancora futuro con i suoni bui di “The Ring” fino alla batteria sincopata, le chitarre sporchissime e i beat potenti di “You Are Waking” e qui il divario temporale con il pezzo di inizio concerto è abissale. Assolutamente travolgente prima di essere convincente, ma non per mancanza di valore ma perché ti spiazza, cambia registro, stordisce.

Eclettico ma non camaleontico, perché, almeno così sembra, ogni suono gli appartiene, non è un semplice esercizio di stile. La nota forte e coerente è invece la voce splendida, particolare, piena, con mille variazioni,  sempre al di sopra di tutto a rimettere in asse le parti e a tenere sotto controllo tutte le sfumature. Sul palco poi è una molla, non si ferma mai, balla tantissimo (e benissimo), e in ogni canzone inserisce particolarità che la differenzino dalle altre. Come se temesse la noia non si ripete mai, ogni pezzo è storia a sé, oltre che per lo stile anche per la messa in scena.

Gioca, fa le facce buffe con quell’aria da filologo nerd che la J scritta in grande accanto alla mela del suo Mac conferma. Si dà un sacco e il pubblico apprezza molto anche perché, a parte i puristi del metal, tutti stasera hanno avuto musica in cui riconoscersi. Vitale ed energico, adatto, come a Dissonanze, per una sera d’inizio estate. O anche per un viaggio. Nel tempo…

Setlist: Where’D You Go – Multiply – Another Day – Coma Chameleon – I Wanna Be Your Telephone – The Ring – You Are Waking – Little Bit Of Feel Good.

Articolo pubblicato alle 08:03 del Friday 2 July 2010, nelle categorie: Speciali, Video.
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