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Barazzo

Audience Live Report: Iosonouncane e Offlaga Disco Pax @ Locomotiv Club 10.12.10


A Maps regaliamo spesso a voi ascoltatori biglietti per andare ai concerti. Voi, “in cambio”, ci mandate una breve recensione dei concerti stessi. Mary e Claudio, dopo averci mandato una recensione del concerto degli Shellac, ce ne mandano una del live di Offlaga Disco Pax e Iosonouncane al Locomotiv. E noi li apprezziamo.

Finalmente ha riaperto il Locomotiv fornito di nuovissima insonorizzazione e purtroppo anche di nuova tessera non più ARCI ma AICS (Associazione Italiana Cultura e Sport). Speriamo non ci sia un altro rinnovo locale con conseguente nuova tessera obbligatoria.

All’ingresso sembriamo due passeggeri in fila per il check-in anziché due ascoltatori degli Offlaga ma non vogliamo perderci assolutamente la loro performance e quindi entriamo nel locale con valigie al seguito, appena tornati da un viaggio ma pronti ad intraprenderne un altro a bordo dell’astronave ODP che ricompenserà a pieno la nostra fedeltà.

Ad aprire il concerto degli Offlaga, Iosonouncane di cui già conosciamo alcuni brani poiché disco della settimana di Maps tempo fa. Il giovane cantautore sardo esegue cinque brani tra cui “La macarena su Roma”, tratto dall’album omonimo.
Un mix di Animal Collective e Deltahead, con vari suoni e voci (sussurri e grida che fanno da contorno) che si incontrano e si scontrano, si fondono e si sovrappongono, voci rubate un po’ qua e un po’ là tra la varia spazzatura che siamo costretti ad ascoltare in tv. Totalmente assuefatti dalla povertà culturale che la “società televisiva” ci propone, Iosonouncane fa da terapia d’urto, riproponendoci voci registrate dai vari programmi TV da “OK il Prezzo è Giusto” a “Non è la Rai” fino al jingle della “Corrida”.
Problemi con la “strumentazione di bordo” lo costringono ad eseguire l’ultimo brano a cappella, ma pur senza il fondo elettronico, la sua voce, sempre borderline e quasi tirata al limite dell’urlo, è sempre d’impatto.

Arriva quindi il momento degli Offlaga. Il trio di Reggio Emilia si esibisce stasera nell’ambito del “Prototipo Tour” che punta a riproporre i brani del repertorio discopaxiano giocando per sottrazione ed incentrando il suono sulle tastiere di Daniele Carretti ed Enrico Fontanelli che fanno da sfondo alla narrazione di Max Collini fatta di parole ed oggetti che vanno a ricomporre l’immaginario del “si stava meglio quando si stava meglio” in un momento storico, come preannuncia Max prima che cominci “Khmer Rossa”, privo di “verginità politica”. Il suono, pur mancante di chitarra e basso, non perde in enfasi ma regala anzi un impatto forse meno rock ma di certo più capace di dar luce ai testi di Max adesso più in evidenza e accompagnati da una nuova gestualità. Nei cinque quarti d’ora del concerto gli ODP pescano equamente tra Socialismo Tascabile e Bachelite ed ogni brano è come un mini rito collettivo perché ciascun pezzo ha ormai il sapore del piccolo grande classico.
I picchi di maggiore intensità si ritrovano in “Tono Metallico Standard” e
“Piccola Pietroburgo” che, lasciatecelo dire, sono i nostri due loro brani
preferiti di sempre. Chiude il concerto la lettura di un estratto dal libro di Maurizio Blatto L’ultimo disco dei Mohicani che non manca di regalare anche momenti esilaranti.

Una stupenda serata turbata soltanto dai soliti idioti fumatori infiltrati di turno che a tratti hanno reso la vita poco facile alle corde del povero Max. Offlaga Disco Pax resta una delle poche conferme nell’asfittico panorama indie italiano. Di certo tra gli eredi più plausibili ed originali dei CCCP Fedeli alla Linea insieme alle Luci della Centrale Elettrica.

N.B. Ci auguriamo che il Locomotiv torni alla chiusura dei concerti intorno alla mezzanotte, e così noi fedeli pendolari non saremo più costretti ad attendere il treno delle 4 di mattina.

Articolo pubblicato alle 08:00 del Wednesday 15 December 2010, nelle categorie: Speciali.
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