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Barazzo

Audience Live Report: Gil Scott-Heron @ Dissonanze, 22.05.10

Di solito chiediamo ai vincitori dei biglietti che mettiamo in palio di darci “in cambio” una recensione del concerto che i nostri ascoltatori vanno a vedere gratis grazie a Maps, ma questa volta il nostro pubblico si è superato. La fedele ascoltatrice Nadia, che segue Maps in streaming da Roma, ci ha regalato parole e video di due eccezionali concerti del programma di Dissonanze 2010. Ecco Gil Scott-Heron

Il primo contatto indiretto con Gil Scott-Heron è con i volantini distribuiti all’ingresso di Dissonanze che lo ringraziano per aver rinunciato ai concerti israeliani. Così tanto per far capire che lui è quello di sempre e graffia ancora.

Arriva sul palco come se stesse passeggiando, lentamente, senza fretta. Eppure il suo tempo si è fermato parecchie volte. Difficile ascoltarlo senza pensare alla sua storia che l’ironia del suo cognome, a metà tra hero ed heroin, riassume.

Ma il sorriso aperto e la voglia di giocare alleggeriscono tutto. Un uomo senza gravità in tutti i sensi, alto e magrissimo, che fa della sua splendida voce il suo punto di ancoraggio. Inizia solo, lui, il suo piano,  la voce un po’ graffiata, le parole che a volte non escono chiarissime, ma il peso della voce è impressionante, di mogano e lacrime qualcuno l’ha definita.

Il tono è  quello di una chiacchierata tra amici, intensa ma leggera. Ha voglia di raccontarsi e parlare, altro che drammi, e lo farà spesso venendo a bordo palco con quella camminata un po’ rigida ma elegante, come il suo modo di porgersi e di cantare.

Il repertorio è tutto tradizionale, immerso in questo personalissimo blues-soul-jazz difficile da definire con esattezza. Arriva poi la confessione dolorosa di “Pieces Of A Man” con il suo continuo ed emozionante parallelo tra versi e vita privata. Divide la scena con i suoi musicisti in quel particolare  modo ammirato da musicista d’altri tempi. Bellissima la complicità di sguardi e gesti come quando arretra molto per lasciare loro la scena.

Dal recente bellissimo I’m New Here prenderà solo “I’ll Take Care of You”, unico pezzo  che si discosta dalle sonorità trip-hop del nuovo album per ripescare nei suoi suoni tradizionali, in uno splendido contrasto tra il flauto lieve e la voce ruvida. Escalation finale con la energica “The Bottle”, dove gioca ancora, si diverte e come sempre divide tempo e spazio con i suoi preziosi musicisti.

E nel finale ripete ancora il gesto liberatorio quasi da ragazzino che ha fatto quasi ad ogni canzone, di raccogliere il pugno da dietro e lanciarlo in avanti come a dire “è fatta” anzi come ha detto lui più volte “That is”.

Setlist: Blue Collar – We Almost Lost Detroit – Is That Jazz (con assolo – inutile – di tastierista e percussionista) – Pieces Of A Man – I’ll Take Care Of You – The Bottle

Articolo pubblicato alle 08:01 del Thursday 1 July 2010, nelle categorie: Speciali, Video.
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2 commenti all'articolo “Audience Live Report: Gil Scott-Heron @ Dissonanze, 22.05.10”

  1. Vitaminic dice:

    [...] “Il primo contatto indiretto con Gil Scott-Heron è con i volantini distribuiti all’ingresso… [...]

  2. Audience Live Report: Jamie Lidell @ Dissonanze, 22.05.10 | Maps dice:

    [...] PODCAST « Audience Live Report: Gil Scott-Heron @ Dissonanze, 22.05.10 [...]