Più che un titolo, sembra un esperimento di scrittura automatica. Ed è proprio un esperimento (“L’ho scritto tutto sui treni“, sentirete nell’intervista) che ha fatto nascere l’ultimo romanzo di Gianluca Morozzi, edito da Castelvecchi e intitolato Bob Dylan spiegato a una fan di Madonna e dei Queen.
Lo scrittore è stato ancora una volta nei nostri studi, qualche ora prima della presentazione bolognese del romanzo, e ci ha raccontato molte cose sullo stesso e, soprattutto, sulle sue origini. Ma con Morozzi non si può, alla fine, evitare comunque di parlare di musica: gli abbiamo chiesto una canzone, e una sola, con la quale spiegherebbe Dylan a una fan… eccetera. Be’, la sua scelta è sotto l’intervista. Buon ascolto!
Chissà se siamo stati irriverenti, qualche giorno fa, quando abbiamo avuto al telefono Ale del Pan del Diavolo. Il duo siciliano era appena arrivato in città per il live nella rassegna Bolognetti on the Rocks: la giornata era calda e ci siamo fatti prendere la mano iniziando l’intervista, come potete sentire qua sotto, con ghiacciuoli e derivati.
La chiacchierata, però, è proseguita su temi meno alimentari e più musicali: siamo stati aggiornati sulle ultime novità della band e abbiamo discusso della possibilità di fare un disco live, vista il forte impatto della band dal vivo. Buon ascolto!
Ancorauna volta abbiamo avuto come ospite Samuel Katarro, al secolo Alberto Mariotti, in occasione del concerto che ha tenuto a Villa Serena venerdì 17. Con lui abbiamo ripercorso la sua carriera: solo due album, è vero, ma notevoli entrambi, a modo loro.
Se il primo, Beach Party, ci aveva lasciato stupefatti, il secondo aveva confermato le capacità di Samuel anche nello strutturare qualcosa che andasse oltre al blues storto e stralunato degli esordi. Nella chiacchierata qua sotto c’è anche qualche anticipazione a proposito del terzo disco, nonché un brano per voi. Buon ascolto!
Dev’esserci un’alchimia particolare, sonorità esclusive per poter emergere nel cantautorato mondiale, è certo; stupire un pubblico immerso in un mare di musica, di iTunes, di impostori dalla chitarra acustica facile non dev’essere semplice, ci vuole coraggio e sostanza, ci vuole abilità per evitare paragoni scomodi o troppo calzanti. Essere un cantautore stimato, oggi, è quasi impossibile.
E mentre in Italia ci crogioliamo nelle nuove scoperte che già suonano di vecchio e scontato, come guardare tutta la notte le luci di una centrale elettrica, fuori di qui c’è chi ci prova.
Grey Reverend è il progetto solista del newyorkese L.D. Brown, fresco d’uscita con l’ep One By One: esprime un cantautorato genuino, essenziale, ispirato sicuramente, ma intimo e personale. Basta solo la chitarra e una voce cristallina ed evocativa per restare stregati; Grey conosce le corde da pizzicare della sua chitarra e sembra conoscere la strada per incuriosire le nostre corde, per vestire la sua musica di bello e farsi piacere.
Prende così forma un disco incantevole, Of The Days, che sembra non avere pretese insostenibili ma piuttosto pare voglia solamente presentare l’artista; sono canzoni che rimangono invece e sorprende la semplicità con la quale Reverend trova soluzioni argute e mai scontate, sorprende la familiarità dei suoi versi e delle ritmiche, ma vi si riconosce subito la freschezza.
Mi piace vedere il suo disco accanto a Five Leaves Left di Nick Drake, mi piace pensare che c’è ancora modo di sbalordire con grazia e sobrietà.
Belli in forma ecco arrivare nei nostri studi i Guano Padano, anzi, due membri della formazione: Danilo Gallo al contrabbasso e Alessandro “Asso” Stefana alla chitarra e al banjo.
Con i due abbiamo chiacchierato del loro splendido disco, della collaborazione con Bobby Solo e dei fischiettii di Alessandro Alessandroni, l’”uomo labbra” di Ennio Morricone.
Less tv era lì comodo in prima fila a filmare e così ecco per voi “Ball Buster” e un brano nuovo e inedito, presentato insieme ai nostri amici di Sentireascoltare.
In occasione del focus su Freddy Mercury, svoltosi domenica 19, nell’ultima giornata del Biografilm Festival, è venuto nel nostro Paese Peter Freestone, assistente dei Queen e del leader della band dalla fine degli anni ’70.
Se al Festival ha presentato un libro e un documentario, da noi in studio Freestone si è lasciato andare ai ricordi, facendoci rivivere i momenti pubblici e privati di uno dei più grandi gruppi della storia del rock. Ecco la lunga intervista: ascoltatela, ne vale davvero la pena.
In occasione della proiezione del documentario Kid Creole and My Coconuts, al Biografilm Festival, la scorsa settimana è arrivato in città August Darnell, cioè Kid Creole in persona. Una carriera quasi trentennale, quella della band che ha mischiato ritmi latini e funky in una decade (gli anni ’80) celebrati dal festival giunto alla settima edizione. Una carriera che, dal 2001 si era via via rarefatta: solo qualche live e nessun disco.
Ma ci sono novità: a settembre, infatti, uscirà il nuovo album I Wake Up Screaming. Avremmo dovuto parlare principalmente di questo e del documentario: ma, dovendo aspettare l’estate per ascoltare qualcosa di nuovo e non avendo August visto il documentario, siamo finiti a parlare del rapporto tra il musicista e il nostro Paese, assai intenso negli anni ’80. Avete mai sentito parlare di Eleonora Brigliadori e della famiglia Casadei a Maps? Mai dire mai! Buon ascolto.
Federico Fantuz è venuto nei nostri studi diverse volte in qualità di chitarrista di Beatrice Antolini: la scorsa settimana, però, abbiamo chiacchierato con lui a proposito della sua musica, firmata con il nome d’arte di Music for NO Movies.
E’ uscito da poco, infatti, Violent Zen, una raccolta di brani decisamente atipica, considerando il panorama musicale di oggi. Undici tracce strumentali, basate su tanti e diversi suoni di chitarra, che Federico ha registrato da solo, immaginandosi film che non esistono, omaggiando Arvo Part e prendendo in giro l’ex presidente degli USA George W. Bush. Per saperne di più ascoltate l’intervista e prendete una traccia che Federico ha scelto tra quelle che compongono l’album.
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