Ai ragazzi della famosa webzine statunitense è piaciuto assai l’ultimo live che abbiamo pubblicato, tant’è che è finito nella loro pagina di Forkcast!
Grazie a Pitchfork, ai Male Bonding, a Leo della Kizmaiaz e alla SubPop. Ed evitiamo di sottolineare quello che dicono della nostra amata emittente, perché se no arrossiamo come delle collegiali.
Ci abbiamo messo un po’, ma ne valeva la pena: è un vero piacere vedere i Male Bonding, tre ragazzacci di Londra, alle prese con un set acustico.
Il loro debutto su Sub Pop è la cosa più lontana possibile dall’idea di una chitarra acustica, ma proprio per questo motivo la session che vi presentiamo è così speciale. Tolti i ritmi serrati e le distorsioni, ecco che emerge una vena quasi country folk da “cuore in mano”. Oltre a “Your Contact” i Male Bonding ci suonano anche una cover dei Fountains Of Wayne.
Gustatevi l’intervista e i video girati dal nostro Pietro Borzì.
Talvolta non si sa bene come chiamare gli artisti che intervistiamo a Maps: è stato il caso dell’ultimo acquisto della Garrincha Dischi, che ha debuttato alla fine di aprile con un disco intitolato Ossidrile e firmato Nel Dubbio. Come potete sentire nella chiacchierata qua sotto, abbiamo avuto il pudore di chiedere come chiamare Renzo, il musicista, ma dopo l’impaccio iniziale tutto è filato via liscio.
Ossidrile è composto da ben ventidue canzoni, dalla durata media di meno di due minuti: roba da punk o hardcore. Niente di più lontano dai brani che formano il disco, cesellati con cura dal punto di vista musicale e delle parole. Se, infatti, Nel Dubbio ha dovuto compiere delle scelte, ha teso a limitare le cose, ma senza arrivare al minimalismo. Una band di tre componenti, pianoforte, chitarra, basso e tromba per “colorare” di volta in volta i piccoli racconti che la scaletta del disco vede ordinati alfabeticamente.
E se siete curiosi di sapere tutto il resto, cliccate “play” e sentite anche un estratto dal disco, preparandovi alla presentazione di stasera, al Circolo Panenka in via Santa a Bologna.
“Nessuno può immaginare quante difficoltà io abbia incontrato / Nessuno sa quanta sofferenza”. Questa la traduzione forse un po’ libera del ritornello di un celebre spiritual, Nobody Knows The Trouble I’ve Seen. O, per lo meno, di una delle sue versioni, perché in alcuni casi la seconda frase diventa “Nessuno lo sa tranne Gesù”.
Probabilmente, l’interpretazione più celebre in assoluto è quella di Louis Armstrong; è doveroso però citare anche quella del pastore T.L Barrett e del suo Youth For Christ Choir, contenuta in quella meraviglia intitolata Like A Ship… (Without A Sail) (1971) di recente ristampata dalla benemerita Light In The Attic:
Qualcuno, poi, lo ricorderà in quanto punto di partenza di un brano dei Death In Vegas, Aladdin’s Story (da The Contino Sessions, 1999):
Tuttavia, dovessimo indicare la nostra preferita tra le mille riletture fattene nel corso dei decenni, non potremmo che scegliere questa, tratta dalla dodicesima puntata della quarta serie di The Big Bang Theory, “The Bus Pants Utilization”.
Per l’uscita dei video sfornati da Less tv, oggi giochiamo in casa! Proprio col nostro amico Enzo Polaroid (anche saltuariamente penna per Maps!) facciamo uscire le riprese della nostra nuova session. Non possiamo che esserne felici.
Sono di Londra, lei è australiana, quel dì suonavano a Forlì, e presto avrebbero suonato al Roma Pop Fest di cui abbiamo tanto parlato! Abbiamo detto tutto quindi.
No, non è vero. Formatisi per caso gli Allo Darlin’, per merito di Bruce Springsteen, scritturati dalla bella Fortuna POP, hanno fatto tappa da noi sperando nell’aiuto da parte dei nostri ascoltatori: cercavano un barbiere. Video e intervista eccoli qui!
Una delle realtà più interessanti dell’elettronica italiana è un progetto (ehe!) nato quasi per caso tra Rocca e Jukka. Un gioco di parole, o quasi: però, come Rocca stesso ci conferma al telefono, i Crimea X sono nati davvero così.
Ci siamo fatti raccontare la storia della band da Rocca, e lui non si è fatto pregare: ci ha spiegato tutto quello che c’è “alle spalle” del duo, fino ad arrivare all’ultimo ep, Otok, pubblicato in edizione limitata dalla pregevole etichetta Secret Furry Hole. Insieme all’intervista un brano dell’ultima fatica della band.
Vengono da Bergamo e stanno insieme dal 1999. Hanno due dischi all’attivo e non hanno timore di mescolare lo stoner con Tom Waits, il rock classico con le influenze metal. Inoltre, hanno una passione per i cinghiali. Ecco a voi gli Spread, che hanno fatto uscire da poco il nuovo album.
Abbiamo chiacchierato con Fuso, uno dei membri della band, che ci ha riassunto la storia degli Spread, caratterizzata da tanta passione per quello che fanno, pochi cambi di formazione, una volontà forte e ostinata. Buon ascolto!
Il fine settimana dell’8 e 9 aprile è stato particolare per i fan dei Massimo Volume e per quelli dei Bachi da Pietra. Venerdì, infatti, è stato presentato uno split firmato dalle due band, che hanno fatto moltissime date insieme. Quattro brani, due brani inediti e due “scambiati”. Una chicca disponibile in cd e vinile.
Il 9 aprile, invece, i Massimo Volume hanno replicato al Covo suonando un concerto formato da una scaletta votata dai fan, che hanno scelto le loro canzoni preferite del repertorio della band. Nella puntata di venerdì 8 abbiamo sentito al telefono Emidio Clementi, che ci ha raccontato tutte le attese di questo weekend magico.
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