E’ ormai chiaro: i Forty Winks non sono più i ragazzini che nel 1998 facevano furore alle feste del liceo con il loro punk tirato e una schiera di ragazzine ululanti al seguito: i quattro ragazzi bolognesi sono cresciuti: oggi hanno le barbe, un bel po’ di anni di carriera alle spalle, sono diventati cinque, e sono tornati.
Con un album in uscita: Bow Wow ed un singolo che noi di Maps vi regaliamo in anteprima, eccoli di nuovo sulle scene, dopo diversi anni di preparazione, anni in cui alcuni componenti della band hanno lasciato la gioviale Bologna per trasferirsi, fra i quali c’è il chitarrista, Andrea con cui abbiamo avuto il piacere di parlare al telefono.
Durante la chiacchierata abbiamo cercato di capire chi (o che cosa) fosse raffigurato sulla copertina del disco, abbiamo scoperto più cose sull’album Bow Wow, in uscita per Unhip e Tannen Records, e smascherato un attentato alla Questura di Bologna. Siete curiosi, eh?
Scopritene di più ascoltando l’intervista e state tranquilli: le ragazzine ululanti ci sono ancora!
Venerdì 17 marzo è stata una giornata molto particolare: al Locomotiv Club, infatti, hanno debuttato (dal vivo) due dischi molto attesi: il primo, già uscito, è Lacrima/Pantera dei The Death of Anna Karina. Il secondo, che uscirà nei prossimi mesi, si chiama Legna, ed è firmato dai Gazebo Penguins.
Nel pomeriggio della serata di Murato abbiamo avuto al telefono Capra e Zanna: una puntata ricolma di animalismi, direte voi che non conoscete le line-up delle band. Gabriele e Alessandro (questi i loro veri nomi) sono infatti i chitarristi (e cantanti in prima o seconda voce) dei gruppi che hanno incendiato il palco di via Serlio quella sera. Ecco la chiacchierata che abbiamo fatto con loro!
Vivono a Pisa, sono nativi della Sicilia, ma ciò che vorrebbero davvero conquistare è la Valle d’Aosta. Il Pan del Diavolo esplode in studio con il Boom! Parliamo un po’ dei propri dischi storici e di complimentoni fatti a dischi recenti agli amici italieni. Poi ci spiazzano e decidono di portarsi sull’isola deserta un albume di Tenco!
Altro pezzo per noi e voi; vedetevi la splendita esecuzione di Farà Cadere Lei, brano ovviamente inserito nell’album d’esordio del duo, Sono All’Osso, che la band porta in tour ormai da due anni! Così vogliono i fans!
Torniamo indietro nel tempo, precisamente a martedì grasso, quando al Locomotiv Club si è festeggiato il carnevale con un party sfrenato: non solo djset, maschere, costumi e cotillons ma, come d’abitudine al circolo di via Serlio, anche buona musica.
Il gruppo invitato a suonare è una all-star band: dei Calamari, infatti, fanno parte oltre a F e Dragogna dei Ministri, anche tre vecchie conoscenze di Maps, come Gianluca de Rubertis de Il Genio, Enrico Gabrielli e Dente. Abbiamo tentato di intervistare questi ultimi, ma alla fine è venuta fuori una chiacchierata quanto meno bizzarra tra Gabrielli, da solo da qualche parte, e la macchina di Dente, con questo alla guida e altri due membri della band come passeggeri. De Rubertis: non pervenuto.
Il Locomotiv Club ha ospitato, giovedì 17, un doppio live molto curioso, dal titolo Burn, Baby, Burn. Sul palco del club di via Serlio si sono avvicendati Julee Cruise insieme a Khan e Kid Congo Powers e gli Hitman’s Heel.
Quest’ultimo è il nome di una band itinerante per natura che vede tra i suoi membri Danielle De Picciotto, Chris Hughes e Alexander Hacke, il basista degli Einstürzende Neubauten. La musica degli Hitman’s Heel, però, è lontana dai suoni industriali che si potrebbero immaginare: ce lo racconta lo stesso Hecke, in un’intervista telefonica, e ve ne potete accorgere voi stessi con la traccia che vi regaliamo, quella che apre il disco di questa interessate band decisamente fuori dalla norma.
La settimana scorsa abbiamo avuto ospiti al telefono i JoyCut, giusto ventiquattro ore prima del loro concerto al Covo di Bologna, la città che ha dato loro i natali. Incalzati dalle nostre domande, i ragazzi ci hanno raccontato con dovizia di particolari il processo di realizzazione del loro ultimo disco, Ghost Trees Where To Disappear, registrato nel primo studio europeo interamente alimentato ad energia solare e confezionato con materiali eco-compatibili e della spiccata sensibilità della band per l’ecologia e un futuro sostenibile.
Se avete perso i Joycut al Covo allora sappiate che tornano in città proprio questo venerdì 25 Marzo per un live window showcase al Semm Music Store di Via Oberdan 24/F. Qui di seguito le illuminate e decise parole di Pasquale e il brano “Garden Gray”.
Capita spesso che io arrivi in ritardo. Non riuscendo neanche a presentarmi all’artista di turno con cui dovrò poi convivere in quella famosa e surriscaldata stanzetta. In parole povere può succedere di accendere la mia relfex di fiducia senza neanche sapere chi io abbia davanti.
E come capitò col primo live di quest’anno, anche stavolta, a stupirmi sono stati Daniel e sua moglie, che lo accompagnava. Artisti per me senza nome, senza pretese, che al contrario di altri (magari nostrani..) non scassano i cosiddetti, suonando e basta. Ogni riferimento è puramente casuale.
Queste sono proprio le cose che predilige filmare Less tv.
Senti come suona* torna a raccontare di canzoni, persone e posti che si incollano uno all’altro. C’è voluto del tempo per metterli insieme questa volta: è successo mesi fa, ma l’avevo già visto succedere, e poi lo scorso weekend mi è capitato di ballare più volte questa canzone, che presa senza testo sembrava perfetta.
* il nome viene dall’omonimo brano dei Sangue Misto.
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