Non avrei mai voluto giuro sottoporre voi, pubblico intelligente e sofisticato di Maps, all’ascolto di un podcast riguardante Avril Lavigne:questo indicibile strazio, questa lagna proveniente dal Canada. Soprattutto dopo avervi abituato a donnoni del calibro di Jennifer Lopez o Christaccia Aguilera.
Con all’attivo tre album (e che bello sarebbe stato se non ne avesse fatto neanche uno) e testi impegnati come Girlfriend e Sk8er Boi (scritto davvero così), un paio di anni fa ha stravolto la sua immagine da ragazza ribelle che odia il mondo, presentandosi con delle disgustose mèches rosa su capello biondo stile bambolina punk un po’ isterica ma ammiccante: pero’ con tutta la buona volontà, Avril, con quel naso chi vuoi conquistare?
Non sei nemmeno riuscita a tenerti un marito, che tra l’altro cantava nei Sum 41, forse il peggior gruppo degli ultimi anni dopo i Good Charlotte, e oggi che sei una donna ormai cresciutella vai ancora in giro per locali ad ubriacarti come la peggior Paris Hilton, progettando un nuovo album per il 2010. A Gods of Mainstream ci siamo chiesti tante volte quali fossero i problemi all’interno del tuo matrimonio e siamo giunti alla conclusione che: o per te le dimensioni contano parecchio e lui ne era purtroppo sprovvisto, oppure il ragazzo dopo cinque anni ha finalmente cambiato lenti a contatto e quando si è accorto di avere un toporagno al suo fianco sul talamo nuziale ha preferito lasciar perdere.
Per fortuna la nostra poetessa del punk si è subito ripresa regalandoci la canzone che ha fatto da colonna sonora a quella monnezza dell’ Alice in Wonderland di Tim Burton.
Tanti complimenti Avril!
A voi lo sfavillante podcast! Ma prima il video, che mette in risalto le incredibili doti canore della Lavigne.
Da qualche giorno ho fatto il grande passo: il cambio di stagione nel mio armadio. In città l’aria è frizzante e la sera si vede tanta gente che se ne sta all’aperto. Sembra proprio che la primavera sia arrivata. Quello di cui c’è bisogno è una bella musica libera da utilizzare come colonna sonora. Ci vuole qualcosa di solare, melodico e sognante come i Magic Man.
Il duo di Boston ha composto i dieci brani del loro debutto su Arcade Sound Ltd in un’estate francese, durante la quale i due “facevano i volontari in alcune fattorie biologiche. Canzoni scritte nella terra del formaggio e del vino”! Una volta tornati dall’altra parte dell’Atlantico si sono dedicati a lavorare sulle canzoni, aggiungendo l’elettronica e tutto l’apparato di effetti che rende zuccheroso questo “pop francese”.
Il disco si trova in download gratuito sul sito dell’etichetta e su Bandcamp, una sito del quale bisogna che prima o poi scriviamo qualcosa, perché comincia a essere un punto di riferimento importante in questo mondo virtuale. Intanto godetevi questi suoni sprindie.
Per il festival che celebra i 30 anni del Covo, giovedì scorso sono venuti a Bologna i Rain Machine. La band è il progetto di Kyp Malone dei TV on the Radio. Il disco omonimo, uscito per la anti lo scorso anno, è allo stesso tempo assimilabile e distante dai temi e dalle atmosfere della band di Brooklyn.
Al telefono con noi di Maps, Kyp Malone ci ha raccontato della nascita dei Rain Machine, del rapporto che il suo progetto ha con i TVOTR e ha anche scelto una canzone (che vi diamo da scaricare) che ama particolarmente suonare dal vivo.
Oh, è sempre un piacere avere in studio il nostro terzo conduttore Bob Corn, lui può fare come vuole, sta in giro per il mondo quasi tutto l’anno ma poi ogni tanto si ricorda e torna a condurre qualche puntata di Maps.
Quando lo fa ci porta sempre degli amici…e a questo giro ecco arrivare due troubadour pieni di talento: da una parte la dolce Majirelle, dall’altra l’ombroso Rella the Woodcutter.
I tre si sono cimentati con un brano a testa inframmezzando il tutto con chiacchiere sull’Olanda, il Capodanno e le bevute.
Mercoledì scorso Dente è di nuovo passato da Bologna: il Teatro Perla ha infatti ospitato la tappa cittadina del suo tour teatrale.
Cosa offre il musicista in questa parte del tour infinito che lo vede in giro per l’Italia da più di tre anni? Era questo che volevamo sapere, ma la stanchezza del conduttore e la naturale follia dell’intervistato hanno prodotto un’intervista bizzarra in cui ha fatto capolino anche la DeLorean di Ritorno al futuro. Per sapere com’è accaduto, cliccate play!
Una vera super regina ci aspettava negli studi di Città del Capo: seduta sulla sedia tra me e Francesco c’era Christina Aguilera, oserei dire il Roberto Saviano del panorama pop contemporaneo.
Vedete, io mi sento sempre un po’ in soggezione quando devo parlare di cotante celebrità, quindi alla fine la verità è che scado sempre nel gossip più spicciolo, sugli scandali osé e puo’ capitare che durante la puntata mi scappi qualche parola, ma the show must go on: oggi anche la Aguilera, come me, si è impegnata a diventare una donna seria (nonostante il travestimento da Marilyn Monroe) e non è più la ragazzina che con sguardo ammiccante ci consigliava di strofinarla nel modo giusto.
Oggi nel 2010, la Agui non ne può più di essere considerata una ragazza di facili costumi, ha detto basta ai video vestita di mutande di pelle e basta alla lotta nel fango: si è sposata e ha sfornato un bambino.
Auguriamo tanta fortuna a X-Tina e guardiamo con speranza alla sua vita da adulta, anche se Francesco la preferiva indubbiamente nei panni del genio della lampada.
Attenzione: per l’ascolto di questo podcast da parte dei bambini, è consigliata la presenza dei genitori.
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