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Archivio - March, 2009
Did I ask u2 be on Maps
Eh sì, era da un po’ che volevamo sentire questi giovani ragazzi torinesi di cui si sta parlando molto bene. Ce l’abbiamo fatta finalmente dopo che la Circolo Forestieri ci ha passato l’ultimo ep, il secondo della carriera dei Did.
Al telefono Giancarlo, bassista della band, ci ha svelato qualche anteprima del nuovo album al momento in lavorazione tra Torino, Bologna e Londra.
E’ stata anche una bella occasione per capire cosa bolle in pentola a Torino e per parlare dell’ottimo lavoro che fanno alcuni membri dei Did sul territorio con le loro serate dj.
Grazie alla intervista su polaroidblog abbiamo anche approfondito il discorso sui remix intrapreso con i Crimea X.
Speriamo di sentire un album presto… Come dice Giancarlo alla Delta 5 che suonano i pezzi dei Rapture!
Jukka Reverberi – Oltre ai Giardini c’è… “Davanti”

Fino al 5 aprile, se siete dalle parti di Modena, potreste scoprire un lato non troppo conosciuto di Jukka Reverberi dei Giardini di Mirò. Il buon Jukka, infatti, oltre che musicista, animatore culturale, organizzatore di concerti, è anche fotografo. Qualcuno, guardando la sua pagina Flickr, si è accorto del suo talento e ha organizzato una bella mostra, in cui sono selezionati alcuni dei suoi scatti, intitolata “Davanti”.
Noi abbiamo sentito Jukka, quindi, per farci raccontare non solo dell’esposizione, ma anche dei concerti che sono stati “abbinati” ad essa. Il punto è che il grande manovratore dietro a tutti questi eventi è stata un’altra nostra vecchia conoscenza, Corrado Nuccini, compagno di band e di scorribande di Jukka. Perché non abbiamo sentito anche lui, allora? Il mistero continua, ma premendo “play” avrete modo di sentire una delle interviste più divertenti e folli mai fatte a Maps!
Manuel Agnelli: Sanremo, Il Paese è reale e…

Lo ammettiamo: da quando abbiamo saputo che gli Afterhours sarebbero andati a Sanremo, non vedevamo l’ora di farci raccontare tutto del Festival visto-da-dentro. Nel frattempo la raccolta Il Paese è reale è stata nostro disco della settimana, e abbiamo ascoltato con curiosità e interesse le altre diciotto tracce che Agnelli e soci hanno scelto per il disco che contiene anche il pezzo portato in gara.
Come previsto, Manuel Agnelli è stato divertente, e nella lunga chiacchierata che abbiamo fatto, ne sono venute fuori di cose: cos’è Sanremo, come è stato costruito l’album di cui sopra, progetti futuri… Insomma, lettori e lettrici di Maps, premete play: sarà un sollazzo.
… e se ancora non ne avete abbastanza:
Il MySpace degli Afterhours
A New Star in the Sky – Buzz Aldrin

… ma non era un astronauta? Vero, per la precisione è stato quello che ha ripreso Armstrong, il primo uomo sulla Luna. Ma questo è anche il nome scelto da una delle realtà musicali più nuove e interessanti che Bologna sta offrendo. Sono in tre, registrano demo a getto continuo e hanno debuttato da poco sul palco del Locomotiv Club, come apertura di Jeremy Jay. E devo dire che ci hanno impressionato, con un misto di post punk, noise e scarnificazioni musicali alla Suicide.
Quando abbiamo intervistato il batterista Gelo, poco prima del concerto, non sapevamo che carica pazzesca avessero, ma da alcune cose potevamo intuirlo. Davvero, ragazzi, ascoltate l’intervista, scaricate il nuovo brano che i Buzz Aldrin hanno scelto apposta da regalare agli ascoltatori e lettori di Maps, ma soprattutto tenete d’occhio il cielo sopra Bologna. Buzz Aldrin è là!
Sapessi com’è strano fare l’avvocato d’affari a Milano…
I blog sono comunemente noti per essere una delle potenziali vetrine per uno scrittore: non sempre il passaggio dalla pagina web alla carta funziona, a dire il vero. Non è il caso, però, di Studio illegale, un libro edito da Marsilio e firmato con un misterioso pseudonimo: “Duchesne”. Dietro a questo nome si cela l’autore del blog studioillegale.splinder.com, che da un po’ di tempo racconta, con ironia, sarcasmo e un pizzico di disperazione, quella che è stata la sua vita da giovane avvocato d’affari a Milano, impiegato (o meglio: spremuto fino all’osso) da un grosso studio internazionale.
Una lettura piacevole e spiritosa, in cui trova un po’ di spazio anche una storia d’amore, tra riunioni, blackberry, pizze fredde e nottate passate al computer. Abbiamo intervistato l’autore del libro, Duchesne, appunto. Ma come si pronuncia il suo nome?
… e se ancora non ne avete abbastanza:
Il Corriere della Sera (wow) intervista Duchesne, scoprendo la sua identità!
Hello Banjo Or Freakout

(pic by the great Bobunderexposed)
Hi Banjo are you there? Ready for the interview. Si si ci sono…a rispondere è Alessio Natalizia aka Banjo Or Freakout, ormai trapiantato a Londra.
Il ragazzo si sta facendo conoscere in giro un bel po’ tramite i suoi brani definiti quasi sempre dalla stampa estera come “haunting”. Le sue cover hanno fatto il giro del mondo ma è solo il mese scorso che è uscito il suo primo singolo ufficiale per la No Pain In Pop . Con Ale è stato bello chiacchierare sulle difficoltà che ci sono per un musicista in Uk ed in Italia. Entro il 2009 il wonder boy è deciso a finire finalmente l’album. Noi lo speriamo perchè siamo convinti che Banjo Or Freakout sia al momento una della punte di diamante della musica a questo punto di origine italiana.
Buon ascolto!
42 Records – Come sta la creatura?

Era la fine di novembre del 2007 quando abbiamo parlato per la prima volta a Maps di una delle realtà discografiche più nuove e interessanti del panorama italiano: quasi un anno e mezzo dopo, la 42 Records è bella pimpante, nonostante la crisi, e ha sempre delle novità da regalarci. Un esempio? La possibilità di ascoltare tutto il disco di una delle band del rooster 42, Late Guest at the Party, e il catalogo (già consistente) a prezzo speciale distribuito in tutti i negozi.
Noi, come zii putativi della “creatura”, ci siamo informati del suo stato di salute, dei progressi che sta facendo e di nuove incredibili iniziative, da uno dei papà della 42 Records, Emiliano Colasanti.
Wildbirds&Peacedrums – Dal jazz al pop e… viceversa
Sono curiosi, i Wildbirds&Peacedrums, a partire dal nome. Un duo voce e batteria, di per sé, è strano. Sono svedesi, fanno un pop bizzarro, ma provengono da un background jazz. Con il primo disco vincono un importante riconoscimento jazz in Svezia, ma non credono di fare jazz, tant’è che il premio stupisce loro per primi. Improvvisano molto, ma sanno benissimo che, usando solo batteria e voce, ogni canzone è una sfida. Eppure sono davvero interessanti.
In occasione della loro data italiana alla festa di Vitaminic a Milano, abbiamo raggiunto al telefono metà dei Wildbirds&Peacedrums, Andreas, con il quale abbiamo chiacchierato amabilmente. Buon ascolto!
… e se ancora non ne avete abbastanza:
Il MySpace dei Wildbirds&Peacedrums









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