Il giovin cantautore Dente è stato nostro ospite a Maps e in radio in genere quasi più di Bob Corn, il che è tutto dire (volete sapere dove? Ve lo diciamo noi: qua, qua e qua). Potevamo farci sfuggire l’occasione di sentirlo per l’uscita del suo nuovo disco, L’amore non è bello?
Con Dente abbiamo parlato di arrangiamenti, di videoclip girati di notte a Venezia, dei numerosi ospiti che hanno registrato con lui i brani del disco, di Lucio Battisti. Qua sotto trovate non solo l’intervista, ma anche la bellissima traccia che apre il cd…
Abbiamo raggiunto i Billie the Vision and the Dancers proprio mentre stavano sbarcando dal traghetto in Germania. La band svedese era in viaggio verso l’Italia per un mini tour di quattro date che avrebbe toccato dalle nostre parti anche il Bronson di Ravenna.
In questi giorni è stato ripubblicato per l’ottima Tea Kettle RecordsI Used to Wander These Streets, quarto album per la band di Malmö.
Ai ragazzi abbiamo chiesto di raccontarci come sta al momento la scena indie-pop in Svezia e in particolare il festival, Emmaboda, che fino a qualche anno fa ne rappresentava lo spirito.
Ascoltate anche le nostre domande sull’ultimo disco della band. Buon ascolto.
Inauguriamo una nuova rubrica che speriamo abbia seguito. Ecco come funziona. A Maps regaliamo spesso a voi ascoltatori biglietti per andare ai concerti. Voi, “in cambio”, ci mandate una breve recensione dei concerti stessi. Facile, no? Ecco a voi Luca B. sul concerto che i Mogwai hanno tenuto la settimana scorsa qui a Bologna.
L’entrata nel locale è alquanto bizzarra, il pubblico sta intonando “Happy Birthday to You” per uno dei membri degli Errors… Inizio strano per una serata di musica live e un po’ di invidia perché il festeggiato a occhio e croce compie 18 anni…
Gli Errors nel difficile compito di gruppo spalla se la cavano bene, pezzi strumentali con molto synth e batteria in evidenza. Alcuni pezzi meno efficaci, ma nel complesso una buona prova, su tutte l’ultima canzone con ritmo danzereccio che fa battere più di un piedino tra la folla. Intanto il pubblico già numeroso gremisce quasi interamente l’Estragon. Folla eterogenea in cui noto una folta presenza di rocker abbondantemente sopra i 30 anni ( io e i miei 2 amici siamo tra la “folta presenza” da qui l’invidia che si diceva sopra…).
Alle 22:30 in punto manco fossero svizzeri arrivano loro. L’attacco è affidato alla prima traccia dell’ultimo album: una straziante “I’m Jim Morrison I’m Dead” con il suo incedere cupo e “cavernoso”. I Mogwai alternano le nuove canzoni dell’ultimo album (ne suoneranno cinque in totale) a pezzi più o meno vecchi. La terza canzone è una meravigliosa versione di “Friend of the Night” contenuta in Mr Beast con quella sua linea di piano, presa in prestito direttamente dagli Smashing Pumpkins di “Mellon Collie and the Infinite Sadness”, che piano piano viene coperta e travolta da un muro di suono sprigionato dagli altri strumenti sul palco.
Apro parentesi? Posso? In questa canzone assomigliano un po’ ai Sigur Ros, ma non diteglielo…
Da segnalare il finale del set regolare a dir poco strepitoso! Una doppietta per me micidiale: “Batcat” e di seguito un recupero che non mi sarei mai aspettato da Rock Action (album che gli stessi dicono di non amare troppo) “2 rights make 1 wrong”. La prima una vera è propria cavalcata a perdifiato con un muro sonoro che fa quasi male alle ossa. Una versione più dilatata e potente di quella su disco, una vera forza della natura. La seconda invece una vera e propria chicca che “dolcemente” (le virgolette sono d’obbligo) traghetta il pubblico ai saluti finali.
Io sono già soddisfatto per me potebbe finire qui, ”2 rights make 1 wrong” ha smosso non pochi ricordi di un anno bellissimo (il 2001) dopo quella m….a dell’anno 2000.
Insomma: i Mogwai suonano da dio, tengono alta la tensione, maltrattano le loro chitarre ma in modo gentile, sembra quasi suonino una musica del futuro. Per me potrebbero pure essere degli androidi usciti direttamente da Blade Runner, ma una cosa me la devono spiegare: perché per crearli hanno preso a modello il primo impiegato del catasto di Glasgow che passava? Ma si sa, i cinque ragazzi scozzesi non si preoccupano tanto della forma badano molto di più alla sostanza, e a noi piacciono così.
Luca B.
Mandateci le vostre recensioni a maps@radiocittadelcapo.it!
Si sì, li amiamo così tanto che non potevamo non averli ancora una volta in studio. Con la promessa di sentire brani nuovi sono tornati da noi i Blake/e/e/e: la band ormai di casa a Bologna (e pure a Città del Capo) ci ha raccontato come sta andando il lunghissimo tour di Border Radio. Ora bando alle ciance… e musica sifone-friendly!
E’ sempre bello parlare con Frankie Hi-NRG, e come non potrebbe esserlo, visto che è un musicista, un cantante, un rapper, ma soprattutto – a nostro avviso – un uomo di parola.
In occasione della data che ha fatto all’Estragon, l’abbiamo sentito al telefono. Il suo ultimo disco, Deprimomaggio, è uscito ormai un anno fa, ma i temi che affronta sono ancora più brucianti e urgenti, dopo questi dodici mesi. Precariato, violenza, e altri indizi dello schifo del nostro paese (con la minuscola). Frankie si arrabbia, denuncia e rappa come al solito, ma ci racconta anche perché nel suo ultimo lavoro ha fatto delle cover e, più in genere, si è spostato su una sorta di forma canzone.
Visite inaspettate come quella che ci ha fatto Adem sono cose che fanno saltare su e giù i conduttori di Maps per almeno 3 giorni di fila…
ll ragazzo turco-inglese, già membro insieme a Fourtet dei mitici Fridge, è arrivato nei nostri studi in trio: Adem, chitarra acustica e voce, la cantautrice Nancy Elisabeth alle tastierine e glockenspiel ed infine Sarah Jones dei New Young Pony Club alla batteria.
Due brani, la stupenda cover dei dEUS già inserita nel disco di cover Takes, e una ballata tratta da Love And Other Planets.
I ragazzi hanno condiviso con noi in diretta il dolore per la scomparsa del grande John Martyn.
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