A Maps settimana scorsa abbiamo ufficialmente appeso una bandiera canadese all’entrata. Per due giorni di fila ci siamo ritrovati ad ospitare ottime band di Montreal, Handsome Furs (ne riparleremo a breve) e Islands.
Questi ultimi in città per un concerto al Covo Club hanno pubblicato nel 2008 il secondo album The Arm.
La formazione guidata da Nick Thorburn ha rimescolato un po’ le carte ed il pop eccentrico degli inizi, figlio ancora dell’esperienza con Unicorns, si è tramutato in un rock robusto, barocco e altrettanto folle.
Nick tra l’altro è un musicista che non sta mai fermo e solo nell’ultimo anno oltre al disco con Islands ha portato avanti il progetto lounge-pop Reefer e quello cantautorale country Human Highway…insomma un uomo impegnato.
In occasione del concerto alla Casa 139 abbiamo intercettato al volo Paul Murphy, voce dei canadesi Wintersleep . La formazione proveniente da Yarmouth, Nova Scotia ha ripubblicato da poco l’ottimo Welcome To The Night Sky, un disco che da molte riviste straniere è stato recensito come “big music”, ovvero musica dal suono sognante che fa pensare ad ampie distese, montagne e praterie.
Noi ci siamo fatti raccontare qualcosa della lavorazione di questo disco e del produttore Tony Doogan (Belle & Sebastian, Mogwai). Inolte è stato impossibile non chiedere qualcosa sulla vittoria ai Juno Awards.
Sentitevi anche Drunk On Aluminum, traccia che apre il disco. Buon ascolto.
A Maps regaliamo spesso a voi ascoltatori biglietti per andare ai concerti. Voi, “in cambio”, ci mandate una breve recensione dei concerti stessi. Facile, no? Dopo la recensione positiva di Luca B. sul concerto che i Mogwai hanno tenuto qui a Bologna, ecco il parere, piuttosto negativo, di Chiara R. I. sul concerto degli Handsome Fursal Locomotiv del 19 febbraio scorso…
A proposito del concerto e dell’intervista di ieri sera degli Handsome Furs…
SEXY? (riempire gli spazi con citazioni, nomi a caso, la prima cosa che ti viene in mente insomma). Sarò strana ma non voglio ballare con una gamba alzata tipo cane che… E avere un marito che sembra…
Quella… a forza di saltare doveva uscire però ad un certo punto! Sento di aver perso il climax. “Bocconcini” o “……”?
Boh insomma, perché non continuare ad ascoltare i Wolf Parade?
Mi spiace non aver sentito Wolther Goes Stranger (la band di supporto, n.d.r.), ma il Locomotiv è lontano.
Chiara R. I.
Mandateci le vostre recensioni a maps@radiocittadelcapo.it!
Trees of Mintè il nome che Francesco Serra ha scelto per il suo progetto. Chitarra elettrica, voce e loop, con l’occasionale presenza live di un batterista. Nei nostri studi, però, Francesco è venuto solo con il suo strumento, dei pedali e un amplificatore, per anticipare il concerto che ha tenuto al Sesto Senso in occasione degli appuntamenti con Area51 Live.
Con lui abbiamo chiacchierato della sua musica, ovviamente, ma abbiamo scoperto che è anche un grande appassionato di cinema, e che la componente visiva, visuale (e visionaria?) è molto importante in quello che fa. Ecco per voi intervista e due brani eseguiti dal vivo in diretta.
Grazie agli amici di Magazzeno Bis, abbiamo ospitato qualche settimana fa nei nostri studi, parte del corposo Collettivo Angelo Mai, un’”orchestra mobile di canzoni e musicisti”, come amano definirsi, che è nata con l’occupazione dell’“Angelo Mai” a Roma.
Ascoltate quello che ci hanno raccontato, oltre ai due brani che hanno suonato per noi: tra maratone musicali di ore, cucine casalinghe, aiuto e appoggio di ospiti prestigiosi, la storia dell’”Angelo Mai” è incredibile, eppura verissima.
Si è tornato a parlare moltissimo di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band due anni fa, quando è stato festeggiato il suo quarantennale, ma – saggiamente – la Coniglio Editore ha dato alle stampe da poco un meraviglioso volume, intitolato Summer of Love. L’autore? Niente poco di meno che Sir George Martin, storico produttore dei Beatles. E proprio del “making of” di quel capolavoro si parla, anzi, ne parla Martin in prima persona, facendoci stare negli studi di Abbey Road, giorno dopo giorno, nei lunghi mesi che hanno dato vita ad una delle pietre miliari della musica del XX secolo.
Abbiamo parlato di tutto questo e di altro ancora con Paolo Somigli, traduttore del volume, che… è stato a casa di George Martin! E l’ha anche abbracciato, e…
Dopo il debutto con Love is a dog from hell, torna Fabio Parrinello, conosciuto come Black Eyed Dog, con un nuovo disco, dal titolo decisamente più difficile da pronunciare. Si chiama, infatti, Rhaianuledada, ma ha un sottotitolo (Songs to Sissy) che spiega molto. Se il primo lavoro, infatti, aveva come tema la fine di una relazione, qui si parla di innamoramento.Abbiamo parlato con Fabio di un sacco di cose e, oltre all’intervista, potete ascoltare un brano scelto da lui stesso per “rappresentare” in qualche modo il disco.
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