Riprendiamo solo nel titolo il nome del penultimo disco di Nicola Manzan – Bologna Violenta, perché Utopie e piccole soddisfazioni, di imminente uscita, segna un percepibile cambiamento nel fuoco di fila di bordate grind a cui Nicola ci ha abituato. Non fate quella faccia: le 21 tracce del disco rimangono caustiche e brucianti come immaginate, ma il musicista trevigiano ha ampliato il respiro “timbrico” dell’album inserendo gli archi in alcune tracce. Si va oltre, quindi, il violino che Nicola suona dal vivo per giungere a un nuovo modo di pensare la musica, con una straniante combinazione di riff sparati e sezioni di archi apparentemente “normalizzanti”.
Dopo il live che Nicola ha fatto nei nostri studi quasi due anni fa, ci dobbiamo accontentare, per ora, di un’intervista telefonica (e di una traccia del disco scelta proprio da Manzan): ma la chiacchierata, lo sentirete, è stata intensa e davvero illuminante per comprendere questo nuovo disco. Siamo anche orgogliosi che Maps sia entrato in qualche modo in Utopie e piccole soddisfazioni, così come lo siamo del fatto che domani, al release party del disco al Covo, ci sarà anche un Maps party, con il featuring d’eccezione di Alice di Urban Sherpa (che potete sentire in onda oggi alle 13, come ogni venerdì).
Insomma, un fine settimana bervista, come direbbe Manzan.
Esce in questi giorni il primo disco firmato Boxeur the Coeur: sotto questo nome si nasconde Paolo Iocca, già nei Franklin Delano e nei Blake/e/e/e (che abbiamo avuto diversevolte qui a Maps), che ha voluto però per la prima volta fare qualcosa del tutto da solo, almeno dal punto di vista della scrittura. Già, perché, come Paolo stesso ci ha raccontato, gli ospiti e gli amici che gli hanno dato una mano in questo November Uniformsono davvero tanti.
In attesa del release party del disco, al TPO di Bologna questo sabato, ecco il live che Boxeur the Coeur ha tenuto nei nostri studi: due pezzi tratti dal disco e le nostre domande che hanno voluto indagare ancora più a fondo tra le tracce che lo compongono. Buon ascolto!
Oggi inizia, all’Angelo Mai di Roma, la parte di tour che gli scozzesi Vaselines hanno deciso di dedicare (per la prima volta) al nostro Paese: per la cronaca, domani saranno a Torino, il 27 a Pisa e il 28 al Bronson di Ravenna. Insieme a Eugene (che abbiamo intervistato un po’ di tempo fa) e Frances, sul palco ci saranno Bobby Kildea e Stevie Jackson dei Belle & Sebastian, scozzesi anche loro.
In venticinque anni di carriera, se dobbiamo considerare l’anno di “fondazione” della band, i Vaselines… hanno fatto poco i Vaselines: sappiamo tutti, e anche Frances ce lo conferma nell’intervista, che la fortuna del duo è stato l’apprezzamento e la successiva riproposta di alcuni brani da parte di Kurt Cobain. Per queste fortune alterne, e per motivi personali, la band ha fatto uscire il secondo disco soltanto due anni fa. E se ce ne sarà un altro non è dato sapere. Ma non aspettatevi una chiacchierata criptica: la metà femminile della band ci ha raccontato un sacco di cose su questo strano fenomeno del rock, quello sì, fieramente indipendente. E godetevi anche, per aumentare il mistero, la traccia che la McKee ha scelto per concludere l’intervista!
Abbiamo colto Marzia, cantante dei Jolaurlo, mentre la band era in giro per la Lombardia in furgone, durante il tour di Meccanica e Natura, l’ultimo album uscito per IRMA Records: abbiamo approfittato per farci raccontare la storia del gruppo, per poi concentrarci in particolare sulle ultime produzioni.
Come molti altri musicisti, infatti, anche i Jolaurlo si sono avvalsi di una “produzione dal basso”, finanziando la produzione del terzo disco attraverso i contributi dei loro fan e arrischiandosi anche a fare scegliere loro il titolo. Ma, come potete ascoltare dall’intervista, tutto è andato più che bene…
<a href=”http://breakfastjumpers.bandcamp.com/album/meccanica-e-natura” _mce_href=”http://breakfastjumpers.bandcamp.com/album/meccanica-e-natura”>Meccanica e Natura by Jolaurlo</a>
Ormai siamo disabituati a usare il termine “rock” senza associarlo a qualcos’altro: che sia “post” o “indie”, ci siamo dimenticati di un genere vago quanto si vuole, ma riconoscibile immediatemente all’orecchio (e dall’orecchio). I britannici Band of Skulls fanno rock, senza suffissi o prefissi: la formazione è quella del power-trio classico (chitarra, basso e batteria), con due voci (maschile e femminile) e canzoni dirette, semplici ed efficaci.
Per quanto siano validi anche su disco, è dal vivo che la band dà il meglio di sé: chi di voi era al Locomotiv Club o al Magnolia venerdì e sabato scorsi sa di cosa parliamo. Ma anche quando, nel pomeriggio di venerdì, i tre sono passati dai nostri studi per un esclusivo live acustico che anticipa di un mese l’uscita del secondo album Sweet Sour, i Band of Skulls hanno dimostrato di essere degli eccellenti musicisti che hanno scritto degli ottimi pezzi. La prova del live senza amplificazione è qui sotto per voi: tre brani (tutti tratti dal nuovo disco), una pulizia di suoni e di armonie vocali degna di nota e, nel mezzo, chiacchiere a volontà. Godetevi uno dei live più belli mai registrati nei nostri studi.
In questa settimana esce il nuovo disco dei Diaframma, il sedicesimo: si intitola Niente di serio ed è stato presentato lo scorso venerdì al Locomotiv Club dal vivo. Qualche ora prima del live abbiamo chiamato Federico Fiumani al telefono: ritardando di un po’ la partenza della band per la nostra città, abbiamo chiacchierato a lungo con il musicista fiorentino, partendo proprio dal titolo del disco.
Ma l’intervista si è presto spostata su altri argomenti: per esempio gli abbiamo chiesto un confronto tra la Firenze “new wave”, in cui i Diaframma hanno iniziato a muovere i primi passi, alla Firenze di Renzi. Fiumani, poi, si è dimostrato molto attento alla nuova musica in uscita, nominando anche – tra i suoi ascolti recenti – una band che amiamo molto. Insieme all’intervista, come di consueto, la canzone-simbolo del disco che, non a caso, parla di musica.
Qualche mese fa è uscito il debutto dei Thegiornalisti: con una bella Bic nera sulla copertina, Vol. 1 è un disco all’insegna di richiami netti agli anni ’60 e lo stesso nome dato al gruppo, con quel “the” davanti, vuole essere un omaggio al beat di quella decade. Di questo e di altro abbiamo parlato con Tommaso, cantante della band, mentre i nostri erano in furgone sulle strade patrie, il giorno prima del live tenuto al Covo Club.
Godetevi quindi la bizzarra chiacchierata fatta con Tommaso sotto copertura, nel senso che davvero i suoi compari l’hanno messo sotto una coperta per permettergli l’intimità che si conviene a un’intervista con la nostra trasmissione, e il brano che lo stesso Tommaso ha scelto come rappresentativo dell’album.
Non sempre siamo d’accordo con ciò che è scritto sulle cartelle stampa che accompagnano i dischi, ma il secondo album di Mingle, al secolo Andrea Gastaldello, uscito da poco per la Tannen Records è effettivamente un disco da “assimilare in caso di pioggia”. Le tracce di Masks scivolano l’una sull’altra, tra acustico ed elettronico, ritmi appena accennati e pedali di pianoforte. I suoni sono tanti ma accuratamente dosati, brano per brano. E noi il disco ve lo facciamo sentire: la stagione è quella giusta!
Quando uscì il loro primo disco, Per proteggere e servire, intervistammo gli Smart Cops divertendoci un mondo. Quando abbiamo saputo che avrebbero suonato di nuovo al Covo, abbiamo chiamato Marco solo per fare due chiacchiere, ben sapendo che i nostri poliziotti preferiti di aneddoti ne hanno parecchi.
E quindi ecco per voi una chiacchierata davvero a tutto tondo, a proposito delle ultime novità in casa della band, ma che raccoglie anche qualche gustoso aneddoto sull’incessante peregrinare live dei ragazzi. Buon ascolto!
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